Dopo l’incontro di ieri del tavolo antimafia, arriva la replica della minoranza. A parlare è la consigliera Loredana Modaffari, capogruppo del Partito Democratico in Consiglio Comunale.
Secondo la Modaffari, il tavolo si è rivelato “sostanzialmente inutile“, nonostante l’intervento dell’avvocato Gallo. La consigliera chiede una svolta: “Occorre trasformarlo in una vera Commissione antimafia“, aperta al confronto con cittadini e realtà associative del territorio.
Modaffari (PD): “Sull’antimafia l’Amministrazione chiude al confronto”
La riunione di ieri del Tavolo antimafia, costituito presso il Comune di Imperia a seguito della Delibera del 17 gennaio 2023, nonostante la presenza dell’Avvocato Giuseppe Maria Gallo di Genova, che ha affascinato i presenti con la sua eloquenza argomentativa unita alla perfetta padronanza della materia, ha evidenziato ancora una volta i limiti e la sostanziale inutilità dell’Organismo, immediatamente individuati e denunciati sia dai proponenti, membri in allora della Lista civica Imperia Rinasce, che dal Partito Democratico e da A.V.S., Gruppi che avevano condiviso la modifica della proposta solo in un’ottica collaborativa nella speranza di un serio confronto che portasse ad un’evoluzione successiva, invece categoricamente negata dall’Amministrazione.
Le parole del Sindaco, pronunziate in un’aula disertata dalla maggioranza sino ad evidente avvenuto richiamo, hanno confermato la scarsa considerazione di quanto costituito e la chiusura a qualsiasi revisione dell’Istituzione nonostante le risultanze delle riunioni precedenti e l’acquisito parere del legale genovese che, pur ribadendo le conclusioni della Dia in relazione alla non rilevata presenza del fenomeno nel perimetro di Imperia, ha evidenziato la necessità di attenzionare un Comune in cui le grandi opere, terreno fertile per le possibili intromissioni da parte della mafia, sono in aumento, anche in riferimento alle novità del codice degli appalti, citando poi il Codice Antimafia che parla di Commissione antimafia, e non tavolo antimafia.
In altre parole, è emerso ancora una volta come occorra che gli Enti locali aumentino la propria consapevolezza relativamente ai rischi della presenza delle mafie sui propri territori, e perseguano l’obiettivo di creare un sistema di difesa, nella parte politica come negli uffici tecnici e amministrativi, nel senso di rafforzare la cultura della legalità tramite lo sviluppo quelle competenze e sensibilità che posso essere efficaci anticorpi nei confronti dei tentativi di infiltrazione da parte di individui o gruppi legati alla criminalità organizzata.
Combattere le mafie è in primo luogo compito delle Istituzioni, ma sono indispensabili coesione e confronto tra le stesse, le associazioni di categoria e i singoli cittadini.
Questa attività non spaventa, non crea allarmismo, come gridato dal Sindaco e dalla sua maggioranza; non infanga assolutamente la nostra Città, ma anzi disvelerebbe la considerazione della politica verso la necessaria apertura al dialogo e al confronto con i Cittadini, attività finalizzate a far emergere ogni movimento sospetto e rendere ogni settore impermeabile alle infiltrazioni mafiose.
Il tavolo, come strutturato, “chiuso” alla società civile, alle Associazioni impegnate sul fronte della legalità e dell’antimafia non ha alcuna utilità; è indispensabile per vincere la battaglia contro l’illegalità fare squadra, Istituzioni, Associazioni e cittadini uniti in un grande impegno dal duplice messaggio: da un lato che le Istituzioni ci sono, che pongono attenzione al problema (e dove lo Stato c’è le associazioni criminali fanno più fatica), dall’altro che ognuno, i giovani in particolare più o meno silenziosamente interessati alle problematiche, possono collaborare fattivamente. Non serve raccontarsi i rischi tra pochi intimi cullandosi nella bontà della situazione attuale.
Devono essere messe in atto azioni forti e complesse, non basta parlare ai nostri figli e celebrare la giornata contro la mafia, occorre agire a tutela della nostra Città, e la modifica del tavolo in Commissione può essere un primo significativo passo.






