17 Aprile 2026 02:03

Diano Marina celebra la figura a tutto tondo di Paolo Scati con una mostra: “Un grande dianese” / Foto e video

In breve: La mostra sarà visitabile fino a sabato 28 febbraio 2026, da martedì al sabato, con orario 16.00 – 18.30 presso la Sala Mostre “Rodolfo Falchi” di Palazzo del Parco, corso Garibaldi 60, Diano Marina

È stata inaugurata questo pomeriggio a presso la Sala Convegni “R. Falchi” di Palazzo del Parco la mostra dedicata a Paolo Scati, “uomo, artista, archeologo, cittadino”. Figura di enorme rilievo nel panorama di Diano Marina, Scati si è reso protagonista della vita culturale e civica della città, che ha deciso di celebrarlo oggi con una mostra che intende ricordarne la figura a tutto tondo, scegliendo per l’inaugurazione la data del suo compleanno.

Inaugurata la mostra a lui dedicata a Palazzo del Parco

Nato a Novi Ligure nel 1930, Scati ha trascorso quasi tutta la sua vita a Diano Marina, a parte un breve periodo in cui ha vissuto a Milano a contatto con i grandi artisti italiani degli anni ’50 e ’60, per poi decidere di tornare nella Città degli Aranci, dove è rimasto fino alla scomparsa avvenuta nel 2012.

Fondatore dell’associazione “Communitas Diani”, membro del Consiglio Direttivo dell’Istituto Internazionale di Studi Liguri, “regista” per anni dell’Infiorata del Corpus Domini e artista a tutto tondo, con la realizzazione di alcune delle opere d’arte che costituiscono il patrimonio comune di tutti i cittadini di Diano Marina. Sono opera sua il grifone in bronzo nell’atrio delle scale del Palazzo Comunale, così come l’affresco che rappresenta Diana cacciatrice e la riproduzione della poesia di Angiolo Silvio Novaro presenti nella sala consiliare. Suo anche il mosaico presente all’ingresso del Municipio. così come la Rosa dei Venti sul Lungomare, i soffitti affrescati di Palazzo del Parco, e la Stella Maris immersa nel mare di Diano Marina, oltre a tante altre opere di vario genere.

A curare la mostra è stato l’artista Tiziano Gramondo in collaborazione con il Museo Civico del Lucus Bormani, l’Istituto Internazionale di Studi liguri, la “Communitas Diani” e con il sostegno dell’Amministrazione Comunale di Diano Marina. In occasione della mostra è stato, inoltre, stampato un catalogo con le opere artistiche esposte e gli interventi di Paola Ardissone, Presidente della “Communitas Diani”, Daniela Gandolfi, Direttrice del Palazzo del Parco e dell’Istituto Internazionale di Studi Liguri e Tiziano Gramondo. Grande apporto alla mostra è stato dato da Tanja Rosso, che ha curato tutte le foto di studio delle opere, le immagini delle opere pubbliche e private di Scati, e ha rivisto e adattato le foto fornite da terzi prestatori, assicurando la massima qualità visiva dell’allestimento.

La mostra sarà visitabile fino a sabato 28 febbraio 2026, da martedì al sabato, con orario 16.00 – 18.30 presso la Sala Mostre “Rodolfo Falchi” di Palazzo del Parco, corso Garibaldi 60, Diano Marina.

Il ricordo del sindaco Cristiano Za Garibaldi

Paolo è stato un grandissimo dianese – commenta il sindaco Cristiano Za Garibaldi -, un grandissimo amante del suo territorio, lo dimostrano tutte le sue opere e soprattutto quelle che ha fatto con cui ha adornato il comune di Diano Marina. Inoltre è stato anche per noi un grande amico. Io ne ho ancora memoria, benché sia un po’ più giovane, ma addirittura mi piace ricordare questo aneddoto perché è accaduto e io ho avuto un grande onore. Nel 2006 ero giovane, ero molto più giovane, mi sono candidato alle elezioni di Diano Marina nel 2006, che poi non andarono come si auspicava, ma il caro Paolo venne con me, e all’epoca lui aveva se non ricordo male, già oltre 70 anni, 75-76 anni. Quando ha saputo che questo giovane dianese, dal nome dianese, voleva cimentarsi per la propria città, lui aderì subito, mi fu di grande conforto, insomma, un uomo dai grandi ideali, e che anche ripeto, in età matura, 76 anni, decise, non ci pensò due volte, a schierarsi per la sua Diano Marina. Quindi questo è un ricordo che mi ha lasciato tanto nel cuore e oggi vedere questa mostra, per la quale ringrazio gli organizzatori, la Communitas Diani, Tiziano Gramondo, Daniela Gandolfi, e anche il comune per il nostro patrocinio. Insomma sono felice di questa giornata”.

Le parole di Tiziano Gramondo

Di Paolo Scati l’organizzatore Tiziano Gramondo ricorda: “È stato un personaggio che ha lavorato, ha vissuto per ampliare, incrementare Diano Marina per farla crescere, farla diventare più bella, più conosciuta. Lui è sempre stato un artista a tutto tondo, autodidatta, teniamo conto che lui era autodidatta e ha spaziato tutto nello spettro possibile dell’arte, dal mosaico alla pittura alla ceramica, fondamentalmente era un ceramista, al restauro delle opere religiose, delle opere pubbliche, al decoro delle città, perché lui a Diano Marina ha fatto il mosaico della sala consigliare, a Imperia quel bellissimo dipinto riportato in piazza San Giovanni è opera sua, anche se ricopiata da una tela originale. Perciò è una persona che proprio ha dedicato tutta la sua vita all’arte e alla bellezza. Non ultimo l’Infiorata perché dal ’63 al 2012 lui è stato il regista e il direttore unico dell’Infiorata. Di conseguenza era molto aperto e ha optato per la tranquillità e la pace di vivere a Diano Marina perché lui per un certo periodo è cresciuto a Milano, conoscendo i grandi maestri e lui a un certo punto ha detto, no, io torno a casa. È tornato a casa a Diano Marina e si è contentato di vivere qua, però dove ha potuto esprimersi a suo piacimento, è cresciuto, è maturato, ha fondato la Communitas Diani ed è entrato nel Consiglio di Aministrazione dell’Istituto Internazionale degli Studi Liguri, perché lui era anche un archeologo. Ha lavorato tantissimo con il professor Nino Lamboglia, di cui godeva della massima fiducia. Lo ricordiamo oggi, che è il suo compleanno, sperando che sia contento di questa manifestazione, che sembra che abbia avuto un buon discreto successo. Abbiamo fatto un po’ di fatica a recuperare tutto, a mettere insieme. È un anno e mezzo che stiamo lavorando su questo progetto, comunque sembra che sia venuto bene”.

Un’impronta, dunque, molto forte quella di Scati sulla città. “Assolutamente, fortissima – prosegue Gramondo -. Un carattere molto riservato, molto schivo, a volte sembrava addirittura burbero, per chi non lo conoscesse. Però poi si apriva il cuore. Io ho avuto il piacere di poterlo frequentare assiduamente gli ultimi 4 anni della sua vita, tutte le settimane a casa sua, mi ha aperto le porte del suo studio, le porte di casa sua, non si è mai intromesso in quello che faccio io, di quello che non facevo, però lui era così, disponibile, aperto, sincero, e questo l’ha reso un grande personaggio“.

A cura di Matteo Cantagallo

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