Passo avanti oggi nel procedimento per l’aggressione avvenuta l’8 gennaio ai danni di una donna di 44 anni colpita con forbici e coltello dal compagno 65enne e costretta a lanciarsi dal balcone per sfuggire all’aggressione. In udienza è stato conferito l’incarico ai consulenti tecnici: il giudice ha nominato il proprio esperto, affiancato dai consulenti indicati dal pubblico ministero, dalla persona offesa e dalla difesa, con il compito di analizzare la natura delle ferite riportate dalla donna e ricostruire in modo puntuale la dinamica dei fatti.
Al momento resta invariato il capo d’imputazione originario. L’uomo è accusato di tentato femminicidio, contestazione che rimane in piedi in questa fase dell’istruttoria.
La vicenda riguarda l’aggressione subita dalla donna, assistita dall’avvocato Valentina Mazzacurati, del foro di Modena, e il nodo centrale su cui ora si concentreranno gli accertamenti tecnici è la valutazione medico-legale atta a stabilire se, per tipologia, gravità e modalità, le lesioni e i danni riportati fossero tali da poter cagionare la morte.
Da calendario, i consulenti inizieranno il lavoro dal 19 febbraio: esame degli atti e della documentazione sanitaria, analisi delle lesioni e ricostruzione della sequenza degli eventi. Il percorso porterà poi alla fase centrale, fissata per il 21 maggio, quando l’incidente probatorio entrerà nel vivo.
L’esito delle valutazioni tecniche sarà quindi decisivo per inquadrare, in termini giuridici, la portata delle condotte contestate e la tenuta dell’imputazione così come formulata.






