20 Aprile 2026 23:28

Si è conclusa a Genova la mostra dedicata all’artista imperiese Ligustro / Foto

Si è da poco conclusa la mostra “Ligustro: gioia di vivere. Stampe giapponesi di un artista ligure” al Museo d’Arte Orientale Edoardo Chiossone di Genova. In occasione del finissage, un evento speciale di approfondimento ha permesso di conoscere meglio Ligustro, non solo come artista, ma anche personalmente, come maestro, narrato dai suoi tre allievi che ne hanno raccolto l’eredità artistica: Fulvio Ioan, Maria Nella Ponte (Hellory) e Stefania Semolini (Edhéra).

Gli artisti hanno condiviso una testimonianza diretta dell’arte appresa da Ligustro, la xilografia, anche attraverso piccole dimostrazioni, utili a comprendere la straordinarietà tecnica delle opere del Maestro e delle tradizionali stampe giapponesi che lo ispirarono. 

Giovanni Berio (1924-2015), in arte Ligustro, è stato un artista riconosciuto a livello internazionale come eccellenza italiana e custode della xilografia policroma giapponese.

In mostra le sue opere sono state affiancate ai capolavori della collezione Chiossone di Hiroshige, Hokusai, Utamaro e Kaigetsudo Ando: un dialogo straordinario tra l’artista ligure e i grandi incisori giapponesi del Periodo Edo.

Il Maestro aveva un profondo legame con la città di Genova, in particolare con il Museo stesso, di cui ben conosceva la preziosità della collezione di stampe xilografiche. Fu proprio qui che egli approfondì lo studio delle opere dei grandi incisori del Periodo Edo. Al Museo Chiossone volle donare diversi surimono, stampe e due libri che sono stati esposti in mostra: l’album Palloncini, un’opera composta da venti xilopoetografie policrome, e il libro 12 haiku di Matsuo Bashò, tiratura unica, appositamente realizzata per il Museo. Le sue opere , perfettamente in linea con la missione del museo e con lo stile collezionistico del fondatore, dato che Edoardo Chiossone fu a sua volta un incisore ligure, amante dell’arte giapponese, impegnatosi nello studio e divulgazione della cultura giapponese. 

Nel decennale della sua scomparsa, un omaggio ad un artista che ha rappresentato un ponte culturale tra Italia e Giappone.

Gli organizzatori ringraziano i numerosi visitatori e gli eredi dell’artista nel supporto alla preparazione della mostra e nel prestito di opere appartenenti alla loro collezione privata.

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