23 Aprile 2026 10:18

Trasporto pubblico: tavola rotonda a Imperia. Pistocco (CISL): “RT è la nostra azienda, non possiamo perderla”. Scajola: “Vedo la luce in fondo al tunnel”/Foto e Video

In breve: Attorno al tavolo istituzioni, sindacati e associazioni di categoria per discutere del futuro di Riviera Trasporti, dopo il concordato preventivo e l'affidamento in house

Si è tenuta stamattina presso la Sala Multimediale della Camera di Commercio di Imperia la tavola rotonda “S.O.S. Trasporto Pubblico Locale, promossa da CISL Imperia e FIT CISL Liguria.

Attorno al tavolo istituzioni, sindacati e associazioni di categoria per discutere del futuro di Riviera Trasporti, dopo il concordato preventivo e l’affidamento in house

Al tavolo hanno partecipato come relatori: Claudio Scajola, Presidente della Provincia di Imperia e Sindaco della città; Marco Scajola, Assessore regionale ai Trasporti; Valentino Zanin, Consigliere d’Amministrazione di Riviera Trasporti S.p.A.;Sergio Scibilia, Presidente di Confesercenti Imperia; Mauro Scognamillo, Segretario Generale di FIT CISL Liguria e Alessandra Fassone, direttrice provinciale della Confcommercio. Tra il pubblico anche il viceprefetto di Imperia e il consigliere regionale Armando Biasi.

Ad aprire i lavori Antonietta Pistocco, responsabile CISL Imperia, che ha ripercorso la lunga storia di Riviera Trasporti prima di entrare nel vivo delle criticità: “Penso che il trasporto pubblico locale in provincia d’Imperia sia una delle più grandi criticità che non fanno bene al territorio. Non dimentichiamo che il trasporto pubblico locale è un diritto che serve a declinare altri diritti, perché c’è il diritto alla mobilità, ma c’è anche quello del diritto allo studio. Quindi pensiamo ai tanti studenti anche dell’entroterra che si devono muovere quando vanno a una scuola superiore verso la costa, e quindi il trasporto deve essere assicurato.

Pensiamo agli anziani che vivono nell’entroterra, che non devono essere penalizzati se devono fare una visita medica, devono andare in ospedale o devono fare delle pratiche burocratiche presso qualsiasi ufficio, o anche solo per il nostro commercio e il nostro turismo: non avere un trasporto pubblico che funziona penalizza anche la possibilità dei non residenti di usufruire del nostro territorio.

Noi abbiamo dei bellissimi slogan da parte di Regione Liguria, “Liguria è un mare di boschi”: è vero, però bisogna poterci andare nell’entroterra e bisogna poterci andare anche se non si possiede un’automobile di proprietà.

Teniamo conto anche che i nostri paesini dell’entroterra devono essere rivitalizzati, però avere una casa in un paese dove non c’è magari la farmacia, dove non c’è la scuola, non c’è l’ufficio postale, non c’è una fermata dell’autobus, penalizza molto anche i proprietari di immobili.

Io penso che il trasporto pubblico locale che funzioni serva anche a rivitalizzare l’economia del territorio, e questo lo penso fortemente. Per questo ho voluto con me le associazioni datoriali che rappresentano il commercio e il turismo in provincia di Imperia.

Innanzitutto bisogna far sì che la nostra azienda di riferimento per il trasporto pubblico non solo sia messa in sicurezza, come è avvenuto con l’affidamento in house, ma deve essere messa nella prospettiva di poter continuare a dare servizio, perché non dimentichiamo che l’affidamento in house prevede che a fine 2028 venga fatto un bando di gara a cui possono partecipare altre ditte. Però RT è la nostra azienda storica: non vogliamo perdere un’industria che fa parte della nostra comunità.

Le nostre soluzioni naturalmente sono rimpinguare l’organico, perché attualmente il personale di Riviera Trasporti, sia come autisti che come meccanici, è molto sottodimensionato, e naturalmente far sì che arrivino i fondi per comprare finalmente nuovi autobus, perché i bus attualmente in servizio sono molto vetusti e quindi succede che ci sono avarie continue, fermate, eccetera.

Vogliamo anche far sì che si crei una rete tra politica, amministrazioni, comuni, provincia, sindacati, associazioni datoriali, per trovare strade non solo per fare arrivare dei fondi ma anche per creare delle sinergie.

Se noi pensiamo ad altre regioni, quando un turista arriva in un albergo, in una struttura ricettiva, ha una bella cartellina dentro: magari c’è anche l’abbonamento del bus settimanale, del treno. Questo vogliamo che avvenga anche in provincia di Imperia.

Naturalmente bisogna far sì che Riviera Trasporti venga strutturata meglio: pensiamo all’officina, che deve essere rimodernata; pensiamo ai depositi, perché non dimentichiamoci che i bus, quando fermano il servizio, devono andare in un’area protetta.

Attualmente non ce ne sono, perché il deposito di Sanremo a breve sarà preso da chi l’ha comprato, quindi bisogna trovare soluzioni alternative per Sanremo e Ventimiglia.

Dobbiamo pensare anche a quella che è un’emergenza attuale: il caro gasolio. Il caro gasolio fa sì che ogni giorno ci sia una negatività, perché si calcola che da quando è cominciata la guerra nel Golfo si spendano circa 40-50 mila euro in più al mese solo per fare rifornimento.

Gli autisti di Ventimiglia in questo momento stanno facendo rifornimento alle pompe di benzina normali, perché non hanno altro posto dove poterlo fare. Quindi pensate quali costi ci possono essere. Anche calmierare questo aspetto è fondamentale in questo momento storico così difficile”.

La CISL ha presentato un documento con una serie di punti di riflessione: assunzione di personale con incentivi ai giovani per la patente, adeguamento delle retribuzioni agli standard regionali, acquisto di nuovi mezzi, razionalizzazione dei depositi,convenzioni con alberghi e strutture ricettive per abbonamenti turistici, navette durante le manifestazioni, e tariffe agevolate per over 70 e studenti.

Il presidente della Provincia e sindaco di Imperia Claudio Scajola ha inquadrato la questione in una prospettiva più ampia:Il tema del trasporto e della mobilità è il tema dei tempi che viviamo. Oggi la mobilità esige che non si debbano più vedere una macchina con una persona che gira per la città, con un costo di carburante, un costo di inquinamento, un costo sul traffico. Sono abitudini da cambiare.”

Nonostante le difficoltà, tra cui gli esposti che hanno rallentato l’operatività e i pensionamenti non coperti, Claudio Scajola si è detto ottimista: “Quando abbiamo messo le mani su questa vicenda, i consulenti ci dissero subito: ‘è inutile pensare di salvare questa azienda, perché è fallita’. Questa è la partenza. Per anni nessuno ha deciso. E quando non si decide, alla fine crolla tutto.Abbiamo dovuto fare una corsa a ostacoli continua, tra esposti e rallentamenti. Ma oggi il concordato c’è, il percorso c’è, vedo in fondo al tunnel la luce. Stanno arrivando autobus nuovi e il sistema è in fase di riorganizzazione”.

Un passaggio è stato dedicato anche alle polemiche legate all’assunzione di Andrea Landolfi come direttore amministrativo di Rt: “Si dice che manca la dirigenza: abbiamo fatto un concorso. Hanno partecipato in cinque, non in cinquanta. E siccome uno dei cinque è ‘colpevole’ di essere un mio amico, sono partiti esposti, ricorsi, richieste di accesso agli atti”.

Un clima che, secondo il presidente, ha finito per rallentare ulteriormente il percorso: “Tutte cose che spaventano e che ritardano. Ma adesso la questione è chiusa e si può andare avanti”.

Sul futuro della gara d’appalto prevista per fine 2028, Scajola ha lanciato una sfida: “Se questa società riuscirà a mettere su una società gioiello e a mantenere il piano concordatario, perché dovrebbe perdere la gara?”

Valentino Zanin, consigliere d’amministrazione di Riviera Trasporti, ha fatto il punto sulla situazione aziendale: “L’azienda sta attraversando un momento particolarmente complicato. C’è un piano concordatario che stiamo rispettando pienamente. Ad agosto dovremo chiuderlo e poi dovremo entrare in ordinaria amministrazione, facilitando la gestione dell’azienda.

È stato un momento difficile, però questo non ci ha impedito di fare nuovi investimenti: l’hub intermodale tutto autoprodotto, il trasferimento anche del deposito di Ventimiglia, sono altri investimenti che stiamo sostenendo.

Abbiamo alcuni nuovi bus elettrici che stiamo mettendo in linea. Abbiamo delle novità in corso con la bigliettazione elettronica, che è il progetto della Regione Liguria.

C’è fermento per il servizio di trasporto pubblico, che rimane un asset fondamentale per il territorio e per la mobilità della provincia”.

Mauro Scognamillo, Segretario Generale di FIT CISL Liguria

La soluzione è sicuramente difficile da trovare. Quello che dobbiamo avere ben presente è che un servizio pubblico deve essere mantenuto in quanto tale, e quindi devono essere fatti degli investimenti, degli investimenti sani che mirino soprattutto all’incremento della forza lavoro, che oggi è ridotta all’osso, e soprattutto alla tutela e alla garanzia della sicurezza dei posti di lavoro.

Oggi notiamo una carenza strutturale in questa azienda: c’è una carenza di mezzi obsoleti, con scarsa manutenzione. Purtroppo c’è anche una carenza di personale, perché il personale inizia a scappare.

Posti che una volta erano privilegiati oggi vengono abbandonati dai lavoratori che scelgono altre vie più sicure e soprattutto più remunerative. Abbiamo stipendi bassissimi per quella che è la categoria a livello nazionale e una situazione anche drammatica per quanto riguarda le aggressioni, sia verbali che fisiche.

Abbiamo visto quello che è successo a un controllore che è stato aggredito al di fuori dell’orario di servizio: una situazione gravissima. Questo deve essere il primo punto di partenza: la sicurezza dei lavoratori e la sicurezza dei cittadini, perché quest’ultima viene meno quando i mezzi non sono a posto o non sono seguiti con una manutenzione ordinaria o straordinaria sufficiente, cosa che oggi risulta carente.

L’assessore regionale Marco Scajola ha ripercorso gli stanziamenti disposti dalla Regione Liguria, negli ultimi anni, in favore delle aziende TPL liguri e, in particolare, per quella imperiese RT: “Negli ultimi due anni, con l’amministrazione Bucci, abbiamo fatto in modo, con grandissime difficoltà, di ottenere più fondi per la Regione Liguria dal governo.

È stata una battaglia che le regioni hanno portato avanti insieme e ha dato risultati. L’ultima quota, quella del 2025, ha portato risorse significative per tutti.

Per Imperia c’è stato un cambio di rotta significativo: negli ultimi due anni il finanziamento è aumentato di oltre 2,5 milioni di euro. Solo dall’anno scorso siamo cresciuti di circa 1,5 milioni.

Abbiamo investito anche sull’acquisto di nuovi pullman: ci sono circa 6,6 milioni di euro a disposizione dell’azienda. In totale, in Liguria, sono 19 milioni di euro.

Abbiamo fatto delle anticipazioni perché le aziende non avevano fondi nazionali, permettendo loro di avere risorse significative.

Resta però un problema: sapere dal governo quali sono le risorse disponibili. Siamo ad aprile 2026 e le regioni non hanno ancora contezza dei fondi del 2026. Questo è un problema per la programmazione.

I fondi del 2025, ad esempio, sono stati distribuiti nel febbraio 2026. Serve modificare la macchina nazionale per avere certezze già a gennaio.

Noi siamo determinati: il trasporto pubblico locale è un bene di prima necessità e non si possono fare passi indietro”.

A cura di Alessandro Moschi

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