3 Maggio 2026 10:22

Imperia: al FabLab prende forma l’arnia smart, tecnologia e passione al servizio degli apicoltori / L’intervista

Quando incontro Giacomo Ricca, Wilfried Rausch, Antonio Nuccio Papone, Simone Nobile e Stefano Semeria la prima cosa che mi colpisce è l’entusiasmo. Non quello di facciata, costruito per l’occasione, quello di chi ha preso un’idea, l’ha girata e rigirata tra le mani, l’ha smontata e rimontata decine di volte, magari ci si è anche arrabbiato fino a quando quell’idea non ha cominciato ad assomigliare a qualcosa di reale.

Loro fanno parte del FabLab di Imperia, un laboratorio di fabbricazione digitale inserito in una rete internazionale nata al MIT di Boston. Una quindicina di soci in tutto che si ritrovano con regolarità per sperimentare e trasformare problemi concreti in soluzioni tangibili. Questa volta lo scoglio da affrontare era legato al mondo degli apicoltori.

Un’idea nata dal campo

A mettere sul tavolo la problematica da affrontare e, soprattutto, risolvere, è stato Nuccio, apicoltore oltre che maker. Lui le difficoltà del settore le conosce bene: alveari sparsi in zone difficili da raggiungere, ispezioni costose in termini di tempo, anomalie spesso rilevate troppo tardi… Da quella frustrazione è nata la domanda che ha messo in moto tutto: si può controllare un alveare a distanza, in modo affidabile e sostenibile sia dal punto di vista economico che ambientale?

La risposta, dopo mesi di lavoro, è diventata un prototipo. L’arnia smart è dotata di sensori che rilevano peso e temperatura, trasmettono i dati in tempo reale e segnalano eventuali anomalie prima che diventino problemi. Il sistema sfrutta reti di comunicazione a lunga distanza e basso consumo, progettate per funzionare anche dove la copertura tradizionale non arriva.

Arnia smart, come funziona il sistema sviluppato dal FabLab

Entrando nel dettaglio tecnico, l’arnia smart realizzata dal FabLab di Imperia è un sistema pensato per essere semplice da usare ma allo stesso tempo affidabile, anche in contesti rurali.

Il principio è quello di raccogliere informazioni direttamente dall’alveare senza disturbare le api. Sensori installati nella struttura rilevano dati come il peso e la temperatura, parametri fondamentali per capire se la colonia sta bene o se ci sono anomalie in corso. I dati vengono poi gestiti da una piccola unità elettronica e trasmessi tramite tecnologia LoRa, scelta perché consente di coprire lunghe distanze consumando poca energia.

Un aspetto centrale è che il sistema non dipende dalla rete telefonica: le informazioni viaggiano attraverso una rete “mesh”, cioè una rete diffusa in cui i dispositivi comunicano tra loro passando i dati da un punto all’altro . Questo permette al sistema difunzionare anche in zone isolate e di essere più resistente a eventuali interruzioni.

Grande attenzione è stata data anche all’autonomia energetica. L’arnia smart è progettata per consumare poco e può essere alimentata con piccoli pannelli solari, riducendo al minimo la manutenzione.

Dal punto di vista pratico, gran parte della componentistica nasce da plastica riciclata ed è stata integrata in contenitori realizzati con stampa 3D, così da adattarsi facilmente alle diverse arnie e permettere modifiche rapide durante lo sviluppo. Il progetto, infatti, è stato costruito per passi successivi: test sul campo, correzioni e miglioramenti continui.

Modulare, aperto, in evoluzione

Il prototipo è stato pensato per crescere. L’architettura modulare consente di aggiungere sensori e funzionalità nel tempo, adattando il sistema a nuove esigenze. Tra gli sviluppi già in cantiere, parametri di monitoraggio più avanzati e strumenti di analisi dei dati.

Il FabLab sta lavorando anche su un altro fronte: la vespa velutina, predatore delle api in rapida diffusione, per cui il gruppo sta esplorando sistemi automatici di contrasto. Intanto continuano le attività rivolte alla comunità: corsi per bambini e anziani, dimostrazioni pubbliche, aperture al territorio come l’importantissimo appuntamento allaFiera del Libro 2026 ad Imperia.

Il loro laboratorio, il Fab Lab in sé e la loro esperienza, portano così un messaggio chiaro: non sempre bisogna accontentarsi di fare cose interessanti tra le proprie mura. Chi vuole, invece, può aprire le proprie porte, raggiungere il FabLab e creare nuove meraviglie insieme. Del resto un successo condiviso non si divide, ma moltiplica la sua forza.

A cura di Selena Marvaldi

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