13 Maggio 2026 09:01

Escursionisti in allarme nell’entroterra: “Branchi di cani pastori aggressivi mettono a rischio turisti e ciclisti”

Tra i sentieri e le strade montane dell’entroterra ligure cresce la preoccupazione di escursionisti, motociclisti e ciclisti per la presenza di cani pastori lasciati liberi nei pressi degli alpeggi. Le segnalazioni riguardano in particolare le aree di San Bernardo di Conio, del Monte Garezzo, del Monte Redentore e del Monte Monega, mete frequentate ogni anno da numerosi appassionati di montagna.

Secondo quanto denunciato da alcuni frequentatori della zona, la convivenza tra attività pastorale e turismo starebbe diventando sempre più difficile. Al centro delle proteste vi sarebbero cani pastori considerati “molto aggressivi” nei confronti non solo di altri animali, ma anche di pedoni, ciclisti e motociclisti in transito lungo strade e percorsi pubblici.

“Comprendiamo il lavoro dei pastori e la necessità di proteggere le greggi – racconta un escursionista – ma questo non può significare limitare il diritto delle persone di circolare liberamente su strade pubbliche e sentieri accessibili a tutti”.

L’episodio più grave risalirebbe allo scorso ottobre, quando una coppia di visitatori avrebbe riferito di essere stata circondata da un branco composto da oltre venti cani da guardinia. “Erano completamente liberi e ci siamo sentiti in serio pericolo. Se uno solo di quei cani avesse reagito in modo aggressivo, le conseguenze avrebbero potuto essere drammatiche, raccontano.

La questione riapre il dibattito sulla gestione dei cani da protezione del bestiame nelle aree montane, dove negli ultimi anni il ritorno dei predatori ha spinto molti allevatori ad aumentare le misure di difesa delle greggi. Tuttavia, associazioni di escursionisti e frequentatori della montagna chiedono maggiori controlli, regole più chiare e sistemi che garantiscano sicurezza sia agli allevatori sia ai visitatori.

Tra le richieste avanzate vi sono una migliore segnalazione delle aree di pascolo, una maggiore sorveglianza dei cani e interventi da parte delle autorità competenti per evitare situazioni considerate pericolose lungo le strade provinciali e i percorsi turistici.

Il timore, sostengono gli escursionisti, è che la percezione di insicurezza possa allontanare visitatori e appassionati da una delle zone alpine più apprezzate dell’entroterra ligure.

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