22 Maggio 2026 09:17

Imperia, abbandono di rifiuti. Ristoratore “pizzicato” non ci sta: “Multa ingiusta, abbiamo posato il sacco per andare a prenderne altri”

In breve: Polemica sull'attività dei nuovi ispettori ambientali in borghese

Scoppia la polemica a Imperia sull’attività degli ispettori ambientali. A protestare alcuni esercenti dei locali di Calata Cuneo, recentemente multati durante le attività di controllo in borghese. Affidato alla De Vizia per un importo complessivo di circa 163mila euro, il servizio è entrato in funzione negli ultimi mesi e consiste nel presidiare l’intero territorio comunale attraverso un’attività preventiva di controllo e di segnalazione alla Polizia Locale e al Settore Ambiente delle criticità rilevate.

Polemica sull’attività dei nuovi ispettori ambientali in borghese

I primi risultati si sono visti già nelle ultime settimane. Pochi giorni fa il sindaco Claudio Scajola aveva presentato un bilancio provvisorio del primo mese di attività, sottolineando che le segnalazioni effettuate fino a quel momento erano ben 49: “Gli ultimi due che sono stati presi nel centro di Oneglia, erano due titolari di due bar di Oneglia. È proprio brutto, è proprio brutto“, aveva commentato il primo cittadino.

I “pizzicati” però non ci stanno e lamentano un trattamento iniquo. Uno di loro, pur preferendo rimanere anonimo, ha deciso di contattare Imperiapost per raccontare la sua versione dei fatti.

Hanno considerato abbandono il fatto che uno di noi, visto il peso considerevole del sacco, abbia pensato di fare più viaggi spiega il ristoratore -. Ha posato il primo sacco ed è tornato dentro a prendere gli altri per poi conferirli tutti insieme e ci hanno multato per 450 euro. Anche perché una volta utilizzata la tessera per aprire le Iseco poi dopo un po’ si chiudono, bisogna conferire i rifiuti insieme”.

Anche le modalità di azione degli ispettori non sono andate giù all’esercente: “Hanno visto posare il sacco a uno dei nostri ragazzi e lo hanno seguito. Una volta arrivati al ristorante hanno mostrato il tesserino da ispettori ambientali e abbiamo un po’ discusso. Loro volevano fare la multa al ragazzo, ma ho preso io la responsabilità come titolare. Abbiamo provato a spiegare la situazione, ma non hanno voluto sentire ragioni. Eppure, come hanno potuto verificare, i sacchi nel frattempo erano stati tutti conferiti correttamente e non c’è stato nessun abbandono“.

Tutto questo, aggiunge amaramente, a fronte di un servizio di raccolta rifiuti che secondo lui non sarebbe all’altezza: “Non è un servizio adeguato a quanto paghiamo di Tari. Per l’umido almeno c’è il porta a porta, ma molto spesso arrivano in ritardo e capita che passino con i sacchi in mezzo alla gente già seduta ai tavoli a mangiare“.

L’eccessiva inflessibilità degli ispettori ambientali comporterebbe, infine, il rischio di costituire degli impasse rispetto agli altri regolamenti che i locali devono seguire rigidamente: “Che cosa avremmo dovuto fare? Tenere tutti i sacchi nel locale? Ma l’Asl non ce lo consente, se facessero un controllo verremmo multati. Portare tutti i sacchi insieme? I regolamenti sulla sicurezza del lavoro non permettono di superare un certo peso“, conclude.

Una situazione che, qualora non si riesca a trovare una quadra, rischia quindi di tornare a far discutere, tra necessità di vigilanza e richieste di maggiore flessibilità da parte dei commercianti.

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