Non si vedono membri dell’Amministrazione Comunale la mattina del 4 giugno a Borgo Prino. Una circostanza insolita, pensa il cronista di Imperiapost intento in una passeggiata sul lungomare. Eppure proprio per oggi erano stati annunciati due grandi eventi. Il primo, dal sindaco in persona nella giornata di ieri: l’apertura del nuovo tratto di passeggiata in via Lamboglia. E poi, la fine definitiva del più grande dei tormentoni: l’inizio dei lavori di rifacimento del dosso in Lungomare Colombo. Ma per strada non si vede nessuno, se non turisti, residenti o semplici passanti.
Slittano per l’ennesima volta i lavori del dosso di Lungomare Colombo, apre nel silenzio la nuova passeggiata in via Lamboglia
La nuova passeggiata appare già riaperta. Le transenne sono state tolte nel pomeriggio di ieri, in sordina. Nessun taglio del nastro, nessuna festa, nessuna foto di gruppo. Solo comunicati stampa, commenti social e nulla più. Si tratta di lavori svolti da privati, certo, ma questo non aveva fermato in precedenza il primo cittadino da recarsi sul posto. Eppure, a differenza della grande festa che un anno fa inaugurava “il nuovo prino”, questa volta tutto si è svolto nel più totale silenzio.
Un silenzio che il cronista immaginava sarebbe stato rotto dal rumore degli operai al lavoro. Eppure, per l’ennesima volta, i lavori di rifacimento del famigerato attraversamento pedonale rialzato sono stati rimandati. Nuovamente a data da destinarsi. E nuovamente con l’idea di trovare una soluzione per non chiudere la strada, sembrerebbe. La causa? La rottura di un mezzo della ditta incaricata. Questo almeno è quanto avrebbe spiegato l’assessore Gaggero ai commercianti della zona. Un imprevisto che fa il paio con quello avvenuto nell’ultima occasione, che avrebbe portato al rinvio dei lavori a causa di un’indisposizione dell’ultimo minuto occorsa al capocantiere.
Una serie di sfortune inenarrabili, al limite del tragicomico.
Non sfugge però una cosa: di cartelli che indicassero la chiusura della strada non c’è traccia. O meglio, abbandonati da due settimane giacciono ancora gli avvisi di chiusura recanti la data del 20 maggio, mai sostituiti. Una semplice svista, oppure si sapeva dall’inizio che i lavori non sarebbero mai partiti?
Il cronista però non ha voglia di speculare. Torna verso casa passeggiando, si ferma a guardare il mare. Poi gli occhi si spostano verso la spiaggia. Proprio all’altezza del dosso, una struttura in ferro giace abbandonata. Sono i resti di uno stabilimento balneare che quest’estate non aprirà. La causa: un’interdittiva antimafia disposta dalla Prefettura di Imperia.
Anche in questo caso silenzio. Assordante, si perdoni l’ossimoro. Il cronista se ne torna verso casa, per oggi le domande le potrà fare solo a sé stesso.
A cura di Matteo Cantagallo








