È entrato nel vivo davanti al Tribunale di Imperia il processo che vede imputato un uomo di 40 anni accusato di maltrattamenti in famiglia, lesioni personali, percosse aggravate, rapina e violazione del divieto di avvicinamento nei confronti della moglie. I fatti contestati dalla Procura sarebbero avvenuti a Sanremo tra il 2023 e il 2024.
Nel corso dell’udienza odierna sono stati ascoltati la persona offesa e due testimoni. Il dibattimento proseguirà nelle prossime udienze con l’esame di ulteriori testimoni indicati dal pubblico ministero e, a seguire, l’audizione dell’imputato, assistito dall’avvocato Luca Ritzu. Parte civile nel procedimento è la donna, rappresentata dall’avvocato Alessandro Ramò.
Il racconto della moglie: “Ho passato 14 anni così”
Al centro dell’udienza il lungo racconto della moglie dell’uomo, che ha ripercorso sia un episodio specifico contestato nel capo d’imputazione sia quella che ha definito a suo dire una situazione di violenze e soprusi durata anni. Secondo la sua versione, quel giorno stava parlando al telefono con una collega quando l’uomo, che si trovava all’esterno dell’abitazione, avrebbe ascoltato parte della conversazione. Successivamente sarebbe entrato in casa e avrebbe cercato di impossessarsi del suo cellulare.
Nel tentativo di sottrarre il telefono, la donna ha raccontato di essersi rifugiata in bagno. Lì, sempre secondo quanto riferito in aula, sarebbe stata raggiunta e aggredita. La persona offesa ha parlato di spinte, schiaffi e calci, sostenendo di essere stata scaraventata a terra con il volto schiacciato sul pavimento mentre l’uomo cercava di prendere il cellulare. Ha inoltre riferito di essere stata afferrata per il collo e insultata durante l’aggressione.
Nel corso della deposizione ha raccontato che quello del 26 aprile non sarebbe stato un episodio isolato. “Prima di denunciare ho passato 14 anni di queste cose“, ha dichiarato davanti al giudice, spiegando di aver scelto per lungo tempo di non rivolgersi alle autorità perché sperava in un cambiamento e per tutelare il figlio della coppia.
Un altro passaggio della testimonianza ha riguardato la misura cautelare emessa nel 2024, che imponeva all’uomo di mantenere una distanza di almeno 200 metri dalla donna. Nonostante il provvedimento, la persona offesa ha sostenuto che l’imputato si sarebbe avvicinato ugualmente in diverse occasioni, quantificate in almeno tre episodi.
La deposizione si è conclusa con un riferimento alla situazione del figlio della coppia. La donna ha dichiarato di non avere contatti con lui da circa due anni e che il ragazzo si troverebbe attualmente in Tunisia.






