19 Luglio 2026 00:18

Paolo Ruffini a Diano Marina conquista il pubblico con ‘Io sono perfetto’: “Forse la politica dovrebbe ricominciare da qualcuno che potrebbe apparire svantaggiato” / Foto e video

In breve: L'autore ospite della rassegna Due parole in riva al mare

Un pubblico nutrito, nonostante il sole e caldo, ha accolto questo pomeriggio presso il molo delle Tartarughe Paolo Ruffini, ospite della rassegna Due parole in riva al mare. Attore, regista, scrittore e non solo: Ruffini, classe 1978, è un personaggio poliedrico che spaziando tra diversi ambito ha sempre saputo trovare il favore del pubblico.

L’autore ospite della rassegna Due parole in riva al mare

A Diano Marina arriva in una doppia veste: innanzitutto quella di romanziere, presentando il suo ultimo libro “Io sono perfetto“. Ma anche nel suo ruolo di persona attiva nel sociale. Ruffini infatti porta avanti da anni il progetto Up&Down, che spazia tra cinema, tv e teatro e coinvolge attori con disabilità. Un interesse che spesso si è legato con molti dei suoi lavori, come il docufilm del 2022 “PerdutaMente – Non si guarisce dall’Alzheimer, non si guarisce dall’Amore”, di cui è stato regista e il programma radiofonico Radio Up&Down su Radio 24 condotto insieme a Federico Parlanti, primo speaker Down al mondo. Ha inoltre lanciato i podcast Il Babysitter, Il Badante e Mamme.

A margine della rassegna, in cui ha dialogato sul palco con la libraia Nadia Schiavini, Ruffini ha illustrato l’origine del progetto: “Nasce da un’esperienza strepitosa. ‘Io sono perfetto’ è un romanzo che parla di un uomo con la sindrome di Down che si candida a diventare Presidente del Consiglio in questo paese, quindi una persona che ha qualche problemino cognitivo perché la sindrome dà anche questo tipo di difficoltà cognitiva, quindi un uomo che alla guida di questo paese potrebbe fare molti danni, è vero anche che ci sono molti politici che fanno molti danni e non hanno neanche la scusa di essere down, e quindi è un romanzo che parla di come forse la politica dovrebbe ricominciare proprio da qualcuno che potrebbe immaginarsi di essere svantaggiato, ma che parla anche un linguaggio diverso, che parla di abbracci, d’amore, di felicità, e che incontra un elettorato senza voler prevaricare.
È un uomo che non ha una sindrome di Down, ha una sindrome di Up, come tante altre persone con la sindrome di Down”.

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