22 Agosto 2026 21:39

Imperia, estate di fuoco: 42 incendi da gennaio a luglio. Giampedrone: «Serve la massima attenzione» / L’intervista

Assessore Giampedrone, incendi - Imperiapost

167 incendi boschivi e 611 ettari interessati nei primi sette mesi del 2026: la Liguria ha già superato il numero di roghi registrato nell’intero 2025, quando erano stati 112. A tracciare il bilancio è l’assessore regionale alla Protezione civile Giacomo Giampedrone, intervistato da ImperiaPost sulla situazione degli incendi e sulle attività di prevenzione e contrasto messe in campo sul territorio.

L’intervista

Assessore Giampedrone, qual è il bilancio degli incendi boschivi registrati finora in Liguria durante questa estate? Qual è la situazione nel Ponente ligure e quali sono, al momento, le aree che destano maggiore attenzione?

Dall’inizio dell’anno a luglio compreso abbiamo registrato 167 incendi boschivi, che hanno interessato 611 ettari: numeri che nei primi sette mesi hanno già superato quelli dell’intero 2025, quando gli incendi erano stati 112.

Nel Ponente l’attenzione resta particolarmente alta: è un territorio in cui aree abitate e boschive sono spesso molto vicine e le scarse precipitazioni hanno determinato condizioni di forte secchezza. In provincia di Imperia gli incendi sono stati 42 e nel Savonese 45“.

Dietro ogni incendio può esserci una causa diversa. Dai dati a disposizione della Regione, quanto pesano oggi i comportamenti umani, dolosi o colposi, rispetto alle cause naturali? Ci sono dinamiche che si ripetono con maggiore frequenza?

“Nei dati disponibili per questo bilancio non abbiamo una ripartizione consolidata tra cause dolose, colpose e naturali e quindi non sarebbe corretto indicare percentuali. Quello che possiamo dire è che, in condizioni di forte secchezza come quelle attuali, anche un comportamento imprudente può avere conseguenze molto serie. Per questo è fondamentale rispettare rigorosamente i divieti previsti durante lo stato di grave pericolosità”. 

Prevenire significa anche intervenire prima che scoppi un incendio. Quali attività vengono svolte durante l’anno dalla Regione e dal sistema di Protezione Civile per ridurre il rischio e quanto sono importanti la manutenzione del territorio, la pulizia delle aree boschive e il presidio delle zone più vulnerabili?

La prevenzione parte dalla previsione del rischio, attraverso il bollettino regionale, e continua con il monitoraggio e il presidio del territorio. Durante la campagna estiva il volontariato AIB svolge attività di sorveglianza e pattugliamento per individuare rapidamente eventuali focolai e permettere un intervento tempestivo. Anche la manutenzione e la cura delle aree più esposte sono importanti per ridurre il rischio e rendere più efficace l’azione di contrasto”.

Estati più calde, lunghi periodi senza precipitazioni e vegetazione particolarmente secca possono aumentare il rischio e la velocità di propagazione degli incendi. Il sistema ligure di prevenzione e contrasto sta cambiando per adattarsi a queste condizioni?

“Il nostro sistema è strutturato per modulare la risposta in base alle condizioni di rischio. Il bollettino consente di adeguare il dispositivo operativo e, nei periodi più critici, viene dichiarato lo stato di grave pericolosità, che quest’anno è in vigore dal 4 luglio su tutto il territorio regionale. Possiamo contare inoltre sulla SOUP attiva 24 ore su 24, sul coordinamento con i Vigili del Fuoco, sul volontariato e sugli elicotteri regionali: solo nel mese di luglio hanno effettuato 101 ore di volo”.

Infine, cosa possono fare concretamente cittadini, turisti e proprietari di terreni per contribuire alla prevenzione? E quali comportamenti devono essere assolutamente evitati quando il rischio incendi è elevato?

“La collaborazione dei cittadini è fondamentale. In questo periodo è vietato accendere fuochi e, nelle aree a rischio, utilizzare apparecchi o motori che possano produrre scintille o brace, così come fumare o compiere qualsiasi operazione che possa provocare un innesco. È inoltre vietato su tutto il territorio regionale bruciare residui agricoli e forestali. Con condizioni di forte secchezza basta davvero poco perché un principio di incendio si propaghi rapidamente, quindi serve la massima attenzione da parte di tutti”.

A cura di Selena Marvaldi

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