Si sono conclusi i monitoraggi sistematici all’alba delle Caretta caretta sulle spiagge del Ponente ligure da parte dei Tartavolontari formati dall’associazione Delfini del Ponente APS. Una stagione intensa e che, almeno fino a questo momento, ha portato all’individuazione di una sola traccia di risalita risultata poi un tentativo di nidificazione. L’ultimo episodio è stato registrato a Sanremo, nella zona della passeggiata Imperatrice, dove una tartaruga era uscita dal mare con l’intenzione di deporre, salvo poi rientrare in acqua dopo essere stata disturbata dalle persone presenti sulla spiaggia.
A seguito della segnalazione della Guardia Costiera, i biologi dell’Associazione Delfini del Ponente, in accordo con il Gruppo Ligure Tartarughe Marine (GLIT), hanno successivamente controllato l’area per verificare se l’animale fosse comunque riuscito a deporre: sotto la sabbia, però, non sono state trovate uova.
«Non è successo nulla di strano e soprattutto non significa che la Caretta caretta abbia smesso di nidificare in Liguria», spiegano Elena Fontanesi, biologa marina e vicepresidente di Delfini del Ponente, e Davide Ascheri, biologo marino e presidente dell’associazione.
Fine del monitoraggio 2026, Delfini del Ponente: “Abbiamo aumentato la copertura e creato un sistema sempre più efficace”
Se è vero che, a oggi, 23 agosto, non sono stati individuati nidi, per Delfini del Ponente il bilancio non è da considerarsi negativo. La rete di persone coinvolte è cresciuta, la copertura del territorio è diventata più capillare e sono stati comunque registrati alcuni tentativi di nidificazione. «Anche se quest’anno non abbiamo trovato nidi, tutto il lavoro svolto è stato fondamentale – spiegano dall’associazione – La rete di persone coinvolte è cresciuta tantissimo, abbiamo aumentato la copertura del territorio e soprattutto abbiamo costruito un sistema di monitoraggio che negli anni potrà diventare sempre più efficace».
«Vogliamo ringraziare davvero tutti quelli che hanno partecipato, anche soltanto per una mattina. Il monitoraggio è diventato sempre più capillare e sistematico e speriamo di ritrovare tutti anche nei prossimi anni» dichiarano dall’associazione.
La stagione poi, almeno dal punto di vista biologico, non può ancora essere considerata definitivamente conclusa. «Noi rimarremo in allerta e in stand-by fino agli inizi di ottobre – spiegano – Potrebbe ancora capitare di trovare un nido in zone non monitorate, oppure di essere chiamati per la presenza di piccole tartarughe appena nate».
Calo delle nidificazioni in Liguria?
Dopo le nidificazioni che negli ultimi anni hanno attirato l’attenzione sulla Liguria, la domanda è inevitabile: perché nel 2026 non sono stati trovati nidi?
L‘andamento di quest’anno non sembra rappresentare un’anomalia. «Le Caretta caretta non si riproducono ogni anno. Le femmine tornano generalmente a nidificare ogni due o tre anni e quindi, dopo due stagioni particolarmente importanti, potrebbe essere fisiologico una certa diminuzione» chiosa Ascheri.
Il calo, inoltre, non riguarda soltanto le coste liguri «In Italia siamo al momento intorno ai 400 nidi e si sta osservando una diminuzione rispetto allo scorso anno. È un andamento che non interessa soltanto il nostro Paese, ma più in generale il Mediterraneo». Un confronto significativo arriva dalla vicina Toscana: «Quest’anno conta al momento circa sette nidi, mentre nel 2025 erano stati una quarantina».
C’è poi un elemento fondamentale per interpretare ciò che sta accadendo sulle nostre coste. Per la Liguria la nidificazione della Caretta caretta è un fenomeno estremamente recente. «Siamo una delle regione più settentrionale del bacino del Mediterraneo e qui la nidificazione è iniziata appena tre anni fa – sottolineano i biologi – È quindi normale aspettarsi delle oscillazioni, soprattutto nelle prime fasi della colonizzazione di una nuova area».






