12 Settembre 2026 08:34

Imperia, la gemma nascosta di Oliveto: il Museo della Comunicazione compie 18 anni. “Oltre mille pezzi e una storia nata quasi per caso” /Foto e Video

C’è un museo che a Imperia non tutti conoscono. Stiamo parlando del Museo della Comunicazione “Voci nell’Etere”, che si trova nel borgo di Oliveto, in Valle Impero. Ieri, venerdì 11 settembre, ha compiuto esattamente 18 anni.

Per l’occasione è stata organizzata una piccola festa, a cui ha preso parte anche il vicesindaco di Imperia Giuseppe Fossati

Il museo è nato nel 2008 dalla passione del fondatore e curatore Angelo Sessa, che oggi custodisce più di mille pezzi legati alla storia delle telecomunicazioni e della registrazione sonora: telegrafi, radio a valvole e a transistor, grammofoni, fonografi, telefoni e televisori d’epoca.

Una passione nata per caso, racconta Sessa al nostro giornale: “La passione è nata per caso proprio, per uno strano scherzo del destino. C’era un signore che abitava a quattro casellate più in su. Aveva la moglie malata e lui non aveva la patente, scendeva sempre giù due volte alla settimana a fare la spesa e al ritorno si fermava sempre nel negozio da me. E io, quando ero lì, che ero disponibile, gli davo sempre un passaggio a casa. Finché un giorno mi dice se avevo un attimo di tempo, che mi voleva far vedere una cosa in casa. Mi fa sentire alla radio, lo fa sentire e poi mi dice: «È tua, te la voglio regalare». E di lì è nato tutto.

Prendo questa radio, l’ho portata in negozio, l’ho messa in uno scaffale. Poi ogni tanto ci passavo davanti e la guardavo. E ho detto: Mah, se ne trovassi un’altra. E di lì è partito tutto.

Quanti pezzi conta questo museo? Conta più di mille pezzi, perché solo di radio a transistor, radio 9, ce n’è più di 400, più di tutto il resto. Questo è il frutto di 40 anni di ricerca, non è che queste cose si trovano in un minuto. Bisogna lavorare tanto, girare molto e impegnarsi.

Esisteva gente che magari lo faceva come lavoro, andava magari in Inghilterra a comprare radio Marconi e le portava in Italia, poi se le rivendeva, o andava in America anche a comprare radio. Le Marconi sono quasi tutte canadesi, inglesi, in Italia c’è poca roba, perché Marconi ha fatto poco in Italia, e quindi sono quasi tutte inglesi, canadesi, qualcosa americane, ma poca roba.

Qual è uno dei pezzi più rari, magari più difficili che è stato da trovare? “La più difficile è la Marconi RB7, una Marconi inglese che per adesso si conosce solo l’esistenza di questa, la versione inglese. Esiste anche la versione italiana che si chiama Magnum, che è la stessa, solo che una è stata fatta in Italia e la prima che è uscita è stata fatta in Inghilterra, questa Marconi, quella particolare.

Ho avuto molte soddisfazioni in questi 18 anni. Io ho aperto il museo nel 2008 e già nel 2009 ero a Villa Nobel a Sanremo a fare una mostra per i 100 anni del premio Nobel per la Fisica Marconi, dove lì ho conosciuto la figlia di Marconi, Elettra Marconi, con il figlio di lei. Ho conosciuto il presidente della Fondazione Marconi, ho conosciuto Arbore, ho conosciuto tanti personaggi. E poi, subito dopo, il museo è stato affiliato alla Fondazione Marconi, perché il presidente della Fondazione, dopo che ha verificato tutte quelle apparecchiature che aveva su Marconi, è venuto qua di persona a visionare il posto, tutto, ha voluto affiliarlo alla Fondazione Marconi.

Sono tutti apparecchi che funzionano in onde medie, ma le onde medie non ci sono più. Gli ultimi ripetitori che aveva la Rai sono stati spenti 3-4 anni fa, quindi si sente del fruscio, ma non si riesce più a captare niente. C’è ancora l’FM di frequenza, ma è arrivata dopo, quindi già negli anni ’70. Quindi con le apparecchiature lì, anni ’20 specialmente, non senti più nulla.

Per esempio c’è questa The Forest, che nasce nel 1920, quando in Inghilterra è nata la prima trasmissione al mondo. Nel 1920, nelle officine Marconi in Inghilterra, è nata la prima trasmissione ufficiale radio. Prima non c’era nulla, c’era la telegrafia.

In questi anni sono tantissime le persone che sono venute da lei? Devo dire una cosa, imperiesi pochi. Devo essere onesto, ma da fuori ne è arrivato tantissima. Ne arriva da tutte le parti, dalla Francia, dal Piemonte, gente che è arrivata anche da Roma, da Reggio Emilia, insomma un po’ da tutta Italia. Chi è in vacanza magari qua o che passa da queste parti, magari legge le recensioni, vede quello che dicono e vengono a vederlo”.

Il legame con Guglielmo Marconi è uno dei tratti distintivi del museo, affiliato alla Fondazione Marconi. Un riconoscimento arrivato dopo la mostra del 2009 a Villa Nobel di Sanremo, organizzata per i cento anni dal Nobel per la Fisica assegnato a Marconi. In quell’occasione alcuni apparecchi della collezione di Oliveto furono esposti insieme a pezzi di altri celebri collezionisti, tra cui lo stesso Renzo Arbore.

Anche il Comune guarda con interesse a questa realtà. Per il vicesindaco Fossati si tratta di Giuseppe Fossati

Un traguardo importante, una vera gemma della nostra città che pochi conoscono. È un museo privato di proprietà del signor Sessa, un collezionista che negli anni ha costruito veramente un museo che è una realtà importante della nostra città e non solo, perché anche a livello nazionale è molto considerato dagli specialisti del settore.

È importante per Imperia che ci sia questa realtà, è importante che sia conosciuta. Per questo si sta facendo un ragionamento, ci sta lavorando la collega assessore Marcella Roggero, per creare una sinergia tra la rete museale cittadina, che sono i musei di proprietà pubblica del Comune di Imperia, e questa realtà che è privata.

Quindi trovare un modo che dai musei della rete museale ci sia la possibilità di conoscere l’esistenza del museo della comunicazione, quindi questo museo della radio, diciamo, e viceversa. In modo che chi viene a Imperia abbia la possibilità di conoscere questa realtà, venirla a visitare e, visitando questa realtà, conoscerne anche qui, approfondire la conoscenza della nostra città, anche su aspetti che magari uno non si aspetterebbe di trovare”.

Il Museo della Comunicazione “Voci nell’Etere” si trova a Oliveto ed è aperto il sabato dalle 10 alle 12:30. Per informazioni e prenotazioni: 347 431 7611.

A cura di Alessandro Moschi

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