IMPERIA. IL VICE SINDACO ZAGARELLA RISPONDE AL COMITATO DI VIA SANTA LUCIA: “TORNARE AL DOPPIO SENSO SAREBBE UN GRAVE ERRORE”

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Imperia. Il Vice Sindaco Giuseppe Zagarella ha risposto al comitato contro il senso unico di via Santa Lucia rompendo il silenzio che si era imposto.

Sollecitato dai plurimi comunicati stampa redatti dal direttivo del comitato contro il senso unico di via Santa Lucia vorrei fare alcune precisazioni, per amor di verità, rompendo il silenzio che mi ero imposto detestando i proclami e preferendo dedicarmi appieno e con il maggior scrupolo possibile all’attività amministrativa e a tentare di risolvere i tanti problemi quotidiani della città.

Leggo che vengo tacciato di arroganza, di mancanza di ascolto, di mancanza di comprensione verso le istanze dei cittadini.
Leggo passaggi che mi lasciano quantomeno perplesso, in particolar modo laddove si riferisce di un mio risentimento e di miei “pensieri … espressi ad un … collega del Consiglio Comunale “, leggo di mie dichiarazioni o risposte a prese di posizione del comitato che mai, ad oggi, ho reso in alcun modo, né per le vie brevi né tanto meno a mezzo stampa.
Chi mi conosce sa che non ho l’abitudine di trincerarmi dietro interposta persona, e sa che non temo l’assunzione di responsabilità anche laddove questa può comportare posizioni impopolari o apparentemente tali.
Suggerisco pertanto al comitato in oggetto, innanzitutto, di verificare attentamente le proprie fonti, perché sui “relata refero” si rischia spesso di prender qualche cantonata.
Non appena delegato al tema della viabilità, contattato dal comitato, ho assunto dapprima l’impegno di ricevere una sua delegazione perché potesse illustrarmi una sua proposta alternativa alla soluzione adottata dall’Amministrazione.
L’incontro si è svolto, mi pare anche serenamente, e in quella sede ho visto la proposta, ho ascoltato le istanze del comitato contro il senso unico, ho chiesto un po’ di tempo (valutato indicativamente in circa un mese) per poter approfondire la questione, ho detto chiaramente al comitato che intendevo sentire dapprima gli uffici per verificare gli aspetti tecnici connessi alla loro proposta, mi sono impegnato a dar loro una risposta una volta per tutte che non necessariamente sarebbe stata quella da loro auspicata, ho segnalato che la mia posizione in via preliminare vedeva un orientamento di piena condivisione, nel merito, con la decisione assunta dal Sindaco e dall’Amministrazione con l’istituzione del senso unico.
In quella sede dissi chiaramente, però, che intendevo prendere in esame la situazione nel suo complesso, cercando di sentire anche molte delle plurime voci favorevoli al mantenimento del senso unico, e allargando il ragionamento ad alcune vie da loro segnalate come altrettanto critiche in termini di geometria e sicurezza.
Specificai inoltre che ritenevo, come ritengo tuttora, che amministrare comporti sì l’ascolto, ma allo stesso tempo l’onere di assumere la decisione finale, e che i principi di democrazia non si esplicano attraverso la forma dei comitati o della raccolta di firme, ma che il principio della delega in democrazia impone di farsi un’idea e scegliere, ed usai l’espressione “al di là di chi grida più forte” proprio per indicare che spesso esistono esigenze di tanti cittadini, più o meno silenti, più o meno impossibilitati ad esprimere la propria posizione, più o meno desiderosi di apparire con la forma esplicita del comitato di protesta e che queste esigenze hanno pari dignità di ascolto.
In questo mese, oltre ad occuparmi doverosamente ed ovviamente di tante altre questioni, ho fatto esattamente, o per lo meno ho tentato di fare, con scrupolo, quanto mi ero impegnato a fare.
E mi scuso se non ho inteso il tempo che avevo ritenuto ragionevole per approfondire la questione come una sorta di auto-ultimatum con scadenza “perentoria”.
Ciò detto, più conscio oggi di quanto avvenuto, ritengo doveroso rappresentare con chiarezza le posizione mia e dell’Assessorato in relazione alla vicenda; la proposta del comitato presenta alcune criticità di carattere tecnico, e la collocazione dei posti auto come disegnati non risolve il nodo della sicurezza del tratto interessato. In un centro urbanizzato come la zona di Via S. Lucia, oltretutto, la proposta di rimuovere tratti destinati ai pedoni con la demolizione dei marciapiedi o di parte di essi (proposta ricompresa in quella del comitato) è a mio avviso indicativa di potenziale regressione.
La cronica e costante battaglia tra auto e pedoni per l’occupazione degli spazi ha visto storicamente soccombere sempre l’anello debole, il pedone, a vantaggio delle autovetture e credo si debba progressivamente ripensare il nostro modo di vivere la mobilità.

L’auto vuole spazi, e li vuole per la percorrenza in sicurezza come per la sosta, e come spesso avviene nei centri urbani, e come avvenuto in tutta Italia, si tratta di due esigenze di per sé conflittuali tra loro.
Il tema della viabilità cittadina è come la nazionale di calcio, siamo tutti CT, e non esiste bar in cui un assessore o un vigile urbano non si senta dare “IL” consiglio che risolve tutto, ma programmare, affrontare, risolvere i temi della viabilità è tema decisamente più tecnico, articolato, complesso e delicato.
Gli stessi amministratori che progettarono la bretella di Via Molle, mostrando a mio avviso lungimiranza, la pensarono e realizzarono finalizzata alla realizzazione di un anello viabilistico regolamentato come oggi, e questo ho potuto appurarlo grazie alle testimonianze storiche degli uffici comunali.

Alla luce di quanto sopra, come di tante altre considerazioni, (l’esito del “sondaggio” condotto dal Sindaco con comunicazioni alle famiglie tempo fa, le considerazioni degli uffici, un attento esame del carico che incombe su quel tratto di strada, le recenti revisioni del codice della strada che definiscono geometrie differenti rispetto a vent’anni fa per le aree di sosta, gli esiti delle audizioni condotte con molti cittadini residenti, la ricostruzione storica circa la “nascita di Via Molle”, la scelta di lavorare su una visione più ampia rispetto al singolo tratto di strada) e so che questo purtroppo non farà piacere al comitato, mi ha reso ancora più convinto del fatto che pur costituendo sicuramente fonte di disagio per parte dei residenti della zona la soluzione del senso unico sia comunque migliorativa della qualità della vita in quell’ambito urbano.

Ritengo pertanto, ed avrei voluto anche incontrare il comitato se me ne fosse stato dato il tempo per esporre loro quanto qui detto, che tornare all’ipotesi del doppio senso sarebbe un grave errore, non essendovi le condizioni per farlo senza cancellare molte aree di sosta, preziose in zone così densamente popolate, senza incidere sulla sicurezza della viabilità e non ultimo senza incidere pesantemente sul soggetto più debole, il pedone.
Ritengo pertanto che la decisione assunta a suo tempo dall’Amministrazione e dal Sindaco non possa che essere confermata”.

C.S.