BORDIGHERA. TAGLI ALL’OSPEDALE SAINT CHARLES. RIXI (LEGA NORD):”SI GARANTISCA UN SISTEMA SANITARIO FLESSIBILE”

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Il vicesegretario federale della Lega Nord e consigliere regionale in Liguria raccoglie l’appello dei sindaci del comprensorio intemelio e di Ospedaletti a difesa dell’ospedale Saint Charles e lancia la proposta: “Un sistema sanitario flessibile pubblico-privato per garantire presidi alle Riviere”.

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Bordighera. Il vicesegretario federale della Lega Nord e consigliere regionale in Liguria raccoglie l’appello dei sindaci del comprensorio intemelio e di Ospedaletti a difesa dell’ospedale Saint Charles e lancia la proposta: “Un sistema sanitario flessibile pubblico-privato per garantire presidi alle Riviere”.

«Ho già comunicato la mia disponibilità a un incontro col sindaco Pallanca, promotore dell’iniziativa, per conoscere i particolari e condividere il documento sottoscritto dai sindaci del comprensorio intemelio e di Ospedaletti con cui chiedono alla Asl 1 Imperiese di mantenere il servizio di primo intervento notturno all’ospedale Saint Charles di Bordighera, a rischio chiusura da questo mese grazie ai tagli, gli ennesimi, della giunta Burlando». Così dichiara Edoardo Rixi, vicesegretario federale della Lega Nord e consigliere regionale in Liguria, che raccoglie l’appello lanciato dai primi cittadini a difesa del primo soccorso anche notturno all’ospedale Saint Charles di Bordighera. Rixi, che aveva già partecipato alla manifestazione del 2012 contro il declassamento deciso dalla giunta regionale e dall’assessore alla Sanità Montaldo, qualche mese fa aveva effettuato un sopralluogo alla struttura.
«Ritengo che – spiega Rixi – per garantire un’adeguata offerta sanitaria sul territorio una strada praticabile sia quella di creare un sistema sanitario flessibile, in particolare sulle Riviere, che preveda la compartecipazione pubblico-privato. I tagli alla sanità di questi 10 anni di giunta Burlando sono stati lineari e hanno gravemente penalizzato il diritto alla salute dei cittadini liguri, in particolare quelli delle aree più periferiche, delle Riviere dove, al contrario, si dovrebbe garantire un migliore servizio magari per attrarre pazienti anche da fuori regione e creare un mobilità attiva, anziché passiva come oggi, sfruttando anche il clima favorevole della nostra regione».

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