IMPERIA. DIRETTIVA BOLKENSTEIN. MAZZITELLI PRESIDENTE PROVINCIALE DEL SIB:”È UNO STRUMENTO CHE UCCIDE GLI OPERATORI BALNEARI”

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Imperia. “Da sempre sosteniamo che le concessioni demaniali già rilasciate debbano rimanere fuori dalla Direttiva Bolkestein e che le concessioni debbano avere una durata confermata fino al 2020. In passato il governo italiano per anni non ha dato alcun tipo di risposta alle istanze dell’imprenditoria per un programma di investimenti a lungo termine sul demanio. Ora è arrivato il momento di fare chiarezza anche perché siamo stanchi di leggere notizie pre elettorali che non hanno nulla di concreto”. E’ il messaggio lanciato da Domenico Mazzitelli, presidente provinciale del Sib, il sindacato italiano balneare collegato ad Ascom che si fa portavoce del malcontento generale della categoria.

“Il mondo balneare sta attraversando un periodo contrassegnato da notizie distorte che non fanno altro che alimentare la preoccupazione di tutta la categoria. Quello che oggi chiediamo sono le certezze da parte di chi ci governa. Noi, come tutti sanno siamo contro l’aumento dei canoni demaniali e la messa all’asta degli stabilimenti balneari. Aspetti questi che compromettono la sopravvivenza di almeno 250 stabilimenti in provincia e con loro le famiglie che ci lavorano.

La direttiva Bolkstein, più che uno strumento varato per mettere ordine, è uno strumento che uccide gli operatori balneari. Gli enti locali e il Governo – dice Mazzitelli – devono schierarsi subito a sostegno degli operatori balneari e farsi promotori di iniziative politiche in Europa concrete e non solo a parole. Da tempo stiamo cercando di fare comprendere al Governo italiano che altri Paesi europei hanno un sistema legislativo che invece tutela i concessionari balneari, favorendo così sviluppo, occupazione e il miglioramento dell’offerta turistica.

È fuor di dubbio che questa situazione favorisce i nostri “competitor”, cioè quei Paesi che garantiscono una certezza d’impresa alle loro aziende che possono porsi sul mercato con uno spirito imprenditoriale completamente diverso da quello che oggi è invece quello italiano. Loro possono fare investimenti certi chiedendo mutui alle banche. Noi navighiamo nell’incertezza con una notizia che circola senza senso: che le concessioni possano avere una riduzione di tre anni rispetto al 2020. Notizie che non fanno altro che aggravare la situazione e preoccupare gli operatori balneari che giustamente chiedono azioni politico-istituzionali certe affinchè venga scongiurata tale evenienza”.