Cronaca, Home — 20 marzo 2015 alle 08:49

UNA PRESUNTA PROMESSA DI TROPPO DURANTE UNA CENA INGUAIA IL MARITO DEL PROCURATORE CAPO GIUSEPPA GEREMIA. APERTA UN’INCHIESTA/ECCO COSA È SUCCESSO

Una presunta promessa di troppo rischia di inguaiare Gianfrancesco Cabiddu, marito del procuratore Capo di Imperia
Giuseppa Geremia, oggetto di un esposto depositato nei giorni scorsi dalla Guardia di Finanza in Tribunale a Imperia

di Redazione

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Una presunta promessa di troppo rischia di inguaiare Gianfrancesco Cabiddu, marito del procuratore Capo di Imperia Giuseppa Geremia, oggetto di un esposto depositato nei giorni scorsi dalla Guardia di Finanza in Tribunale a Imperia. Motivo del contendere alcune presunte promesse di interessamento di Cabiddu, ora al vaglio della Procura di Torino, nella persona del Pm Giancarlo Avenati Bassi (magistrato che si ha condotto l’accusa nel processo per truffa aggravata ai danni dello Stato relativo al porto turistico di Imperia), per evidenti motivi di opportunità, rivolte ad alcuni imprenditori nel corso di una cena promossa dall’ambasciatore italiano nel Principato di Monaco Antonio Morabito. L’argomento alcuni possibili investimenti nel ventimigliese, con particolare riferimento al porto turistico di Ventimiglia. Cabiddu avrebbe promesso una sorta di interessamento, di occhio di riguardo, da parte della moglie. Da qui l’esposto in Procura e l’apertura di un fascicolo a carico di ignoti.

In un’intervista rilasciata al “Secolo XIX” il Procuratore Capo della Repubblica Giuseppa Geremia ha confermato l’esistenza dell’esposto, negandone però fermamente ogni fondatezza ( ”ritengo che questa storia non stia in piedi, ma non sono io a doverlo stabilire“) e definendolo un atto intimidatorio (“vi intravedo una finalità intimidatoria a cui non mi piegherò mai”).

 

 
 
 
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