“CIRCOPAESE” A DIANO MARINA. CIRCO MIRTILLA REPLICA ALL’ASS. SAN MARCO:”ANNULLANDO LA FESTA CI AVETE LASCIATO SENZA LAVORO”

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spagnolo circomare

“L’ass. San Marco era al corrente che la manifestazione quest’anno si sarebbe fatta a Diano Marina, per recuperare la loro mancanza nei nostri confronti – Scrivono i due organizzatori dell’evento Nadir Spagnolo e Arianna Pastorelli – soltanto 2 settimane fa ci hanno annullato la festa a Civezza che da 10 anni gli curavamo con passione e correttezza.

E’ da 3 mesi che lavoriamo per la buona riuscita della festa come sempre: con telefonate, mail, studio del programma, spostamenti per visionare spettacoli nuovi da inserire, organizzazione del mercatino dell’artigianato, ricerca di alloggi per gli artisti, preparazione di contratti con le compagnie…e molto altro…. e loro se ne sono lavati le mani con una legge che esiste da anni e che quindi avrebbero potuto risolvere con largo anticipo, peccato che a Carnevale quando siamo stati da loro e abbiamo chiesto novità sulla festa non ci abbiano detto di fermare tutto.

Annullando la festa hanno lasciato sia noi che tutto quello che ci gira dietro, quindi artisti, artigiani e soprattutto i commercianti di Civezza senza una festa, ma soprattutto senza lavoro per il 1 maggio.
Comunque quello che adesso loro fanno vedere è solo una Bozza di quello che doveva essere il gruppo di lavoro già confermato per Civezza e che, in via straordinaria, quest’anno si sarebbe fatto al Mare senza portar via niente a nessuno!!!!
Circopaese non ha mai avuto un logo ed una scritta con un font suo, Il Logo ed il Font lo abbiamo ideato e fatto disegnare noi (come anche la cartina ed i programmi artisti) loro ogni anno d’abitudine cambiavano manifesto…. e non è mai stato un festival del teatro di strada.

Dal momento in cui si è sparsa la voce che l’evento saremmo riusciti a farlo… (perché noi gli eventi li organizziamo per lavoro e non solo a Civezza) probabilmente a qualcuno ha dato fastidio.
Comunque non siamo qui per far polemica, il nostro obbiettivo era salvare il gruppo di lavoro e non certo creare attriti”.