28 Maggio 2024 09:12

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28 Maggio 2024 09:12

REGIONALI 2015. M5S NEL CAOS. RUSSO:”NON VOGLIAMO IL VOTO DELLE MAFIE. HO RICEVUTO MINACCE, MA NON HO PAURA”/ L’INTERVISTA

In breve: "Io appoggio Alice Salvatore ma chiedo che il Movimento 5 Stelle venga appoggiato da cittadini onesti, per bene. Sono diventato la pietra dello scandalo. Non è bello accompagnarsi a me, sono attaccato continuamente da tutti"

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Scoppia il caso nel Movimento 5 Stelle in Liguria a poche settimane dal voto per l’elezione del nuovo presidente della Regione. Motivo del contendere le dichiarazioni del capogruppo del M5S Antonio Russo che ha invitato gli attivisti a non votare i candidati, ma solo il Movimento. Il motivo? La candidatura di Daniele Comandini, cui lo stesso Russo, solo pochi giorni fa, aveva chiesto un passo indietro in quanto “il suo nome è ormai legato a quello di Carmine Mafodda, rampollo della tristemente nota famiglia mafiosa dei Mafodda“.

ImperiaPost ha realizzato questa mattina un’intervista esclusiva ad Antonio Russo in occasione della consegna di una lavagna multimediale alla scuola elementare di Caramagna.

ANTONIO RUSSO, CHIARIAMO LA SUA POSIZIONE. PERCHÈ HA INVITATO GLI ATTIVISTI A VOTARE IL MOVIMENTO E NON I CANDIDATI?

La mia posizione è nota. Non è adesso che può essere interpretata in modo diverso. Come Movimento 5 Stelle la campagna non è mai stata fatta a favore dei candidati, ma a favore delle idee del movimento. Noi cerchiamo il consenso sulle idee del movimento. Il consenso alle elezioni si esprime dando il voto al movimento ed è quello che ho chiesto. Dopo quello che è successo nell’ultimo periodo, cioè relativamente ai candidati ai quali abbiamo chiesto di far un passo indietro per le vicinanze con personaggi legati a famiglie ‘ndranghetiste del territorio, io volevo solo difendere il movimento da eventuali possibili accuse di connivenza o di voti poco puliti. Quello che chiediamo noi, e non Russo Antonio, ma tutto il Movimento 5 Stelle di Imperia, è un voto pulito. Noi non vogliamo il voto dei rappresentanti del malaffare, delle mafie. Vogliamo il voto da parte dei cittadini puliti. In Liguria ci si presenta l’opportunità di dare un colpo decisivo a quello che è stato fino adesso il malaffare, rappresentato da tutti i partiti, di destra e di sinistra. Vogliamo cambiare”.

LEI APPOGGERÀ O NO IL CANDIDATO PRESIDENTE DEL MOVIMENTO CINQUE STELLE ALICE SALVATORE?

“Certamente. È il nostro candidato alla presidenza della Regione Liguria. Io non ho mai detto il contrario. Quello che succede è che i cittadini vengono ai nostri banchetti e mi chiedono, ci chiedono, dammi un nome da votare, e io dico, vota il movimento. Abbiamo chiesto che il Movimento 5 Stelle venga appoggiato da cittadini onesti, per bene”.

LEI CONFERMA DUNQUE DI NON ESSERE CONVINTO DELLA CANDIDATURA DI DANIELE COMANDINI?

“L’abbiamo già messo per iscritto. Abbiamo chiesto un passo indietro, ma questo nell’interesse del movimento, non è che io abbia qualcosa contro di lui, ci mancherebbe altro. Il problema, però, è il suo legame, ribadito ulteriormente in varie occasioni, con un esponente che, con tutto il bene possibile, è comunque legato a una certa famiglia. Se vai nel territorio di Riva Ligure, di Arma di Taggia, i Mafodda rappresentano un certo modo di essere, di rappresentare la legalità. Noi non siamo d’accordo, al di là del fatto che lui sia una persona per bene. Noi non vogliamo dare dubbi ai cittadini che noi possiamo avere possibili connivenze con questo modo che non ci appartiene”.

CIRCOLANO INSISTENTI LE VOCI DI UN SUO POSSIBILE ALLONTANAMENTO DAL MOVIMENTO. LEI È SERENO?

“Dall’indomani della mia elezione a consigliere comunale erano già partite le voce di un mio allontanamento. Sono già un paio di anni che c’è sempre qualcuno che chiede che io venga allontanato. Io sono stato eletto per il Movimento 5 Stelle, rappresento il Movimento 5 Stelle e fino a prova contraria lo rimarrò per i prossimi tre anni. Io fino al 2018 sarò consigliere comunale del Movimento 5 Stelle a Imperia. Se qualcuno mi vuole cacciare, può farlo, ci mancherebbe altro, non sono io che lo posso impedire, ma non credo che Beppe Grillo abbia tempo di guardare le beghe di Imperia”.

HA RICEVUTO TANTE CRITICHE, MA ANCHE MOLTI MESSAGGI DI SOLIDARIETÀ, È VERO?

“Tantissimi. In questo periodo, da quando sono uscito con questa dichiarazione, che non è mia, ricordo, ma del Movimento 5 Stelle, attraverso un documento sottoscritto, sono diventato la pietra dello scandalo. Non è bella accompagnarsi a me, sono attaccato continuamente da tutti. Devo dire, però, che mi fa piacere continuare a ricevere attestati di stima, anche se in privato. Mi bastano quelli, perché questo vuoldire che c’è un problema nel Movimento. Quando si parla di legalità c’è un problema da tutte le parti, perché la legalità è una cosa che sta al di sopra di tutto. Io ci metto la faccia, vado avanti per la mia strada. Se qualcuno vuole mandarmi via sa come fare”.

Io credo in quello che faccio. Non ho avuto solo accuse, ma anche minacce. Ricordiamo che uno dei modo per gettare fango è quello di abbandonare le persone che denunciano. Poi il fango è facile buttarlo addosso. Io però ho le spalle belle larghe, ci metto la faccia. Non ho paura di loro”.

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