ALLARME SICUREZZA. I SINDACI RIUNITI A SANREMO. CHIAPPORI: “RENZI CI ACCUSA? UN IMBECILLE”. CAPACCI: “IMPERIA AVREBBE BISOGNO DI ALTRI 20 VIGILI”/IL SUMMIT

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COLLAGe incontro sindacirenzi

I Sindaci dei principali Comuni costieri della provincia di Imperia (Ventimiglia, Vallecrosia, Bordighera, Sanremo, Ospedaletti, Camporosso, Riva Ligure, San Lorenzo Mare, Imperia, Diano Marina, San Bartomeo al Mare) si sono riuniti questa mattina presso il Comune di Sanremo per lanciare un vero e proprio grido di aiuto al Governo centrale in tema di sicurezza, in particolare in relazione alla mancanza di fondi e alle prescrizioni imposte ai Comuni in termini di patto di stabilità.

Tanti sono stati gli interventi, addirittura infuocato quello del Sindaco di Diano Marina Giacomo Chiappori che non ha esitato a definire il presidente del Consiglio Matteo Renzi un “imbecille” per aver accusato i Sindaci di non lavorare abbastanza nel corso della sua visita a Tokyo, in Giappone.

GIACOMO CHIAPPORI (Diano Marina)

“Siamo profondamente incazzati perché siamo quelli in prima linea che buscano da tutte le parti, quando c’è invece un Presidente del Consiglio che si permette di dire ‘città sporche, i Sindaci lavorino di più’. Questo secondo me è un imbecille, uno che dice una frase del genere. Non si chi l’abbia detta, ma secondo me è un imbecille. Dovrebbe passare per vedere quello che stiamo facendo tutti i giorni, mobbizzati dal sistema, perché noi siamo Sindaci, rappresentanti dello Stato. Il Governo ci taglia i soldi, la Regione fa il resto, la Provincia fa il resto, come se noi fossimo degli alieni che non c’entrano con lo Stato e poi ci sono anche le Procure che ogni tanto si possono anche sbagliare. Noi non dobbiamo essere il concentrato degli errori che fanno gli altri. Se io devo chiudere il bilancio e all’ultimo minuto mi tagliano 1 milione e 240 mila euro e poi mi dicono che la Tasi la devo mettere sulla prima casa almeno per un 2% perché se no non quadra il bilancio, è l’ultima volta che lo faccio.

Un giorno o l’altro gli mollo il bilancio, non li faccio e poi qualcuno pagherà.
Ancora una cosa. Sono stati dati 323 milioni di euro, e ieri se ne vantavano, Ministro, contro Ministro, sottosegretario, per l’alluvione di Genova. Soldi che erano li, che non avevano potuto utilizzare, perché ci sono stati dei ricorsi al Tar. Le balle il Governo le può raccontare ad altri, ma non a me, perché io da li ci sono passato. Non ci vogliono dare i soldi? Che almeno ci diano le zone di ripascimento. Non ho bisogno dei loro schifosi soldi, il lavoro me lo faccio piano piano e mi pulisco i fiumi. No, non lo posso fare, perché se metto il camion nel fiume finisco in Procura. Di cosa stiamo parlando? Non mi servono i tuoi soldi, falsone che dicevi che non c’erano soldi e ora li dai tutti a Genova. Io ti dico solo, dammi le autorizzazioni per togliere i materiale del fiume perché se no io questo inverno vado sott’acqua a Diano Marina. Sono queste le cose che fanno male. Progetti fermi da tre anni negli uffici, con funzionari che dicono ‘ma io penso che’ . Cosa pensi tu? Tu non devi pensare”.

“Sono orgoglioso di essere il Sindaco di Diano Marina. Siamo stufi di pagare i conti per un mobbing che ci viene attuato dallo Stato, dalla Regione e dalle Province. Se io dovessi parlare di strutture dovrei incazzarmi con i miei, del mio Comune, perché non puoi preparare un bilancio preventivo gli ultimi 5 giorni perché speri che lo stato ti dia una deroga. No, tu lo devi far subito. Però noi non possiamo far così fatica con i bilanci, perché ogni anno cambiano le tasse. Io sono cinque anni che sono li dentro e cinque anni che ci sono tasse diverse. Io un giorno salgo sul ring, ma con le mani slegate, e picchio come devo picchiare. Io non possono andare avanti così. Noi chiediamo agli organi di stampa che questo urlo salga, provocatorio”.

CARLO CAPACCI (Imperia)

“Noi abbiamo delle situazioni in cui dobbiamo chiudere i bilanci e scopriamo in corso d’opera che, ad esempio come avvenuto per il Comune di Imperia, viene tagliato un milione di euro. Si chiudono così dei bilanci ingessati, senza margini di manovra e con l’impossibilità di fare qualcosa per la cittadinanza, ad esempio incrementare il sistema di videosorveglianza con altre telecamere o assumere nuovi vigili. I cittadini sono preoccupati per la sicurezza e per questo noi chiediamo al Governo almeno delle deroghe sul tema sicurezza.

Un Comune dovrebbe poter essere in grado, a prescindere dalle normative vigenti, di assumere il numero di vigili necessario a garantire la sicurezza sul territorio. Oggi questo non si può fare e quindi i Comuni non sono in grado di mantenere al meglio la sicurezza sul territorio. Il Comune di Imperia avrebbe bisogno, a mio modesto parere, di almeno altri 20 vigili sul territorio. Chiediamo oggi, che ci sono 35 gradi fuori, per strada, di pensare a come mettere da parte risorse per quel che succederà questo inverno, con frane, problematiche, emergenze. Non possiamo pensare di affrontare gravi tematiche idrogeologiche senza risorse. Non possiamo andare noi Sindaci, con le mani, a tenere le frane.

L’altro giorno il Presidente del Consiglio ha chiesto ai Sindaci di darsi più da fare. Io penso che qui, tutti noi, si stia lavorando oltre quello che è umanamente possibile. I Sindaci dicono al Presidente del Consiglio, per cortesia date ai Sindaci le risorse economiche e i riferimenti normativi affinché i Sindaci possano fare qualcosa di tangibile, perché allo stato attuale non siamo in grado di fare niente.

Noi passiamo le giornate a tamponare le emergenze e non possiamo pianificare il futuro. Noi in questo modo rimarremo perennemente indietro. A mio parere il nostro Paese è indietro di 20 anni rispetto a quelli più evoluti e quando sento dire che tanti imprenditori stranieri verranno a investire in Italia mi viene da ridere perché questo non è possibile. Perché nessuna società estera investe in un Paese dove non c’è nessuna garanzia normativa, dove le norme sono interpretabili da chiunque, non ci sono certezze sui tempi della burocrazia, dei giudizi dei Tribunali, dei giudizi dell’Agenzia delle Entrate”.

ALBERTO BIANCHERI (Sanremo)

“Almeno permetteteci di assumere gli agenti di Polizia Municipale. Questo è stato un passaggio doloroso questa estate. Oppure dateci, la Regione, lo Stato, delle norme adeguate. Oggi siamo qui per dire che noi le nostre responsabilità ce le vogliamo prendere, però dateci degli strumenti diversi perché se no non possiamo rispondere alle richieste delle nostre città”.

VALERIO URSO (San Bartolomeo al Mare)

“Siamo costantemente soggetti a tagli. È impossibile amministrare in questo modo. Non si possono ridurre le risorse e chiedere al contempo di amministrare meglio i nostri Comuni. Non ci sono fondi per andare avanti e per ottemperare alle richieste dei cittadini e alle esigenze della città in tema non solo di sicurezza, ma anche di gestione ordinaria”.

PAOLO TORNATORE (San Lorenzo al Mare)

“Abbiamo a disposizione un solo vigile per tutto l’anno, peccato però che nel corso dell’estate San Lorenzo al Mare arrivi a contare anche 6 mila abitanti. Ne aggiungiamo uno part-time, ma è evidente che la situazione sia insostenibile. Garantire la sicurezza è un aspetto fondamentale se si vuole fare turismo. Ne approfitto per fare i complimenti al mio collega Carlo Capacci, Sindaco di Imperia. Se c’è qualcuno che in questi mesi ha fatto tanto per risolvere il problema spazzatura quello è stato lui. Riuscire a rescindere un simile contratto con la Tradeco a costo zero è stata davvero un’eccellente operazione”.

ENRICO IOCULANO (Ventimiglia)

“In questo mio primo anno da Sindaco ho dovuto fronteggiare due emergenze, prima l’alluvione e poi i migranti. Ecco, trovo inconcepibile che un Sindaco debba perdere tutto il suo tempo dietro alle emergenze, senza potersi dedicare alla sua città. Poi i cittadini dicono che la città è sporca o maltenuta. Per forza, il Sindaco non ha neanche il tempo di fare una passeggiata per verificarne le condizioni. Non abbiamo a disposizione un numero adeguato di vigili e questo non ci permette di eseguire controlli capillari sul territorio. Se il Governo vuole maggiori servizi, ci deve garantire gli strumenti necessari, altrimenti non è possibile fare di più”.