IMPERIA. SCUOLA, TOPO MORTO NELLA MENSA DI LARGO GHIGLIA. SERIS E COMUNE “LATITANO”, FAMIGLIE SUL PIEDE DI GUERRA / GLI AGGIORNAMENTI

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IMPERIA – Un silenzio inaccettabile, lo diciamo noi di ImperiaPost ma non solo, è quello in cui si sono chiusi i vertici della Seris e del Comune di Imperia a seguito delle notizia del ritrovamento di un topo morto all’interno dei locali della mensa della scuola elementare di Largo Ghiglia. Neppure la lettera di una mamma di due bambini ha smosso le corde vocali o i polpastrelli delle dita dei dirigenti della Seris, società del Comune che gestisce il servizio mensa, Pietro Salvo (Amministratore Unico con un compenso annuo di 37.440 €) e il suo consulente Gianfranco Mandara o dell’assessore alle attività educative Fabrizio Risso o della Dott.ssa Sonia Grassi (dirigente comunale ai servizi educativi).

Nulla, come se niente fosse accaduto, come se i genitori dei bambini che usufruiscono del servizio e che pagano profumatamente il buono pasto non avessero il diritto di sapere cos’è successo dopo il ritrovamento della carcassa del roditore. Quali azioni sono state effettuate dagli organi preposti per garantire la sicurezza alimentare dei bambini?

Malgrado il Comune e la dirigenza latitino, le mamme hanno contattato la vice preside della scuola che a sua volta ha chiesto delucidazioni scritte all’Ente anche se, a questo punto, dubitiamo che le avrà in tempi utili. La dirigente scolastica avrebbe affermato che vi sarebbe stato un intervento dell’Asl ma di cui non si conosce il responso. Dopo un confronto con la vice preside alcuni genitori hanno deciso non usufruire del servizio mensa e di fornire ai propri figli il pranzo al sacco, altri, invece, li andranno a prendere per farli mangiare a casa e riportarli a scuola alle 14.

Quello che è emerso, per giunta, è che nella dispensa di Largo Ghiglia sarebbero custodite tutte le provviste utilizzate nelle mense scolastiche di tutte le scuole della città. 

Siamo convinti che le famiglie dei circa 300 bambini che frequentano il plesso scolastico di Largo Ghiglia e più in generale di tutte le scuole non meritino questo tipo di trattamento. Chissà cosa ne penserà il sindaco Carlo Capacci di questa triste vicenda.