ADDIO NASCITE ALL’OSPEDALE DI IMPERIA. IL CONSIGLIO COMUNALE DICE NO AL TRASFERIMENTO. RANISE (FI):”SANITÀ BENE PRIMARIO, NON PUÒ ESSERE PENALIZZATA”

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“A margine del consiglio comunale di ieri sera, un consiglio di estrema importanza che ha visto finalmente una totale unanimità di intenti, credo siano opportune alcune considerazioni”.A scriverlo è  Il coordinatore cittadino di Forza Italia Antonello Ranise, a seguito del “No” al trasferimento del reparto di Ostetricia dell’Ospedale di Imperia a Sanremo, espresso ieri, lunedì 8 febbraio, in Consiglio Comunale.

“Una premessa: la sanità è sempre più percepita unicamente come fonte di spesa. Tale visione è aberrante e desolante al tempo stesso. La sanità è un bene primario e non può essere penalizzata in un’ottica meramente aziendalistica in termini di “produttività”.

Il problema dei punti nascita è importante e particolarmente sentito, (oltre quattordicimila firme raccolte contro la chiusura del punto nascita di Imperia, reparto di assoluta eccellenza, polo di attrazione in provincia e non solo), ma non è che la punta di un iceberg che vede un costante, progressivo depauperamento dell’ offerta sanitaria in provincia di Imperia e in particolare proprio dell’Ospedale di Imperia.

Vorrei fosse chiaro che da anni manca una programmazione della politica sanitaria nella nostra provincia, una visione globale e un progetto credibile, di cui si è resa responsabile l’amministrazione Burlando negli ultimi dieci anni. E’ pur vero che i governi nazionali, indipendentemente dal colore politico, hanno costantemente ridotto il budget del comparto della sanità e i trasferimenti alle regioni.

Si e’ quindi proceduto con superficialità, spesso in modo marcatamente penalizzante nei confronti dell’ asl Imperiese, i cui bilanci virtuosi (portati giustamente ad esempio come modello) e talora anche i beni immobiliari (sic) sono serviti ad appianare i buchi di bilancio di altre Asl (Genova in particolare).

Quello che chiediamo alla nuova Giunta Regionale , al Presidente e all’Assessore competente, è una totale inversione di tendenza. Le recenti dichiarazioni del Presidente Toti, fortunatamente, fanno ben sperare e sembrano andare in tal senso.

Il documento approvato deve essere un documento squisitamente politico inteso con la P maiuscola, unitario, che vada oltre le singole appartenenze partitiche.

Che fine ha fatto il progetto dell’Ospedale nuovo provinciale? È ancora una priorità? I palazzi della salute, funzionali ad un ospedale onnicomprensivo, devono essere ricalibrati? Come si può pensare di fermare le fughe verso altre realtà quando i reparti sono in sofferenza, o fortemente insufficienti o in carenza di posti letto? Si vuole realmente correggere la quota capitaria? Potenziare l’assistenza domiciliare assicurando una continuità ospedale-territorio? E’ come si vede solo un problema che va bel oltre all’Ostetricia. E le domande che si fanno i cittadini, che ho cercato di riassumere, necessitano di risposte chiare e ineludibili.”