IMPERIA. UNO STADIO “BLINDATO” PER CHI? 17 AGENTI DELLE FORZE DELL’ORDINE E DIVIETI. TUTTO QUESTO È DAVVERO NECESSARIO? / L’EDITORIALE

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IMPERIA – Polizia di Stato, Carabinieri, Polizia Municipale, Agenti della Digos (Polizia), ordinanze del sindaco. Erano 17, ieri pomeriggio allo stadio Nino Ciccione, i componenti delle forze dell’ordine a vedersi, solo posti in piedi per loro, Imperia – Rapallo (terminata 2-0 per la squadra di casa).

Diciassette agenti che, ormai da mesi, presidiano lo stadio come se fosse un carcere di massima sicurezza. Il problema, però, è che di detenuti dentro al Ciccione non ce ne sono e, a quanto ci risulta, neppure delinquenti. Di certo non verrebbero allo stadio conoscendo il dispiegamento di forze in atto. Non c’è più neppure la tifoseria cosiddetta organizzata ridotta, ormai quando sono al completo, a poche decine di componenti. Una “tifoseria” composta da 5 ragazzi, come è accaduto durante la trasferta contro il Ventimiglia, tanto temuta dal servizio di intelligence della Questura imperiese, da non permettere loro di sedersi vicino agli altri tifosi, quelli cosiddetti “normali”.

Ieri, come ormai accade da tempo, allo stadio c’erano poco più di 50 persone, tra cui anziani, famiglie con bambini, calciatori delle giovanili. E allora cosa servono 17 agenti delle forze dell’ordine? A nulla. Ne basterebbero senza dubbio la metà per svolgere lo stesso lavoro in partite come quella di ieri, a bassissimo rischio, visto che non era previsto l’arrivo della tifoseria avversaria.

Un altro aspetto da non trascurare è l’ordinanza comunale che decreta il divieto di vendita di qualsiasi tipo di bevanda, alcolica e non, contenuta in lattine, bottiglie di vetro, di plastica nel raggio di 200 metri attorno allo stadio, includendo dunque l’unico supermercato aperto la domenica in zona. Un disagio vissuto da coloro che del calcio non interessa nulla, dagli anziani, dalle famiglie che magari hanno solo la domenica per andare a fare la spesa. Inoltre, ad ogni partita, piazza D’Armi viene sgomberata dalle auto, per motivi di sicurezza e i vigili urbani molto spesso sanzionano chi non rispetta il divieto per non parlare della rimozione dei cassonetti della spazzatura, provvedimento che causa non pochi disagi ai residenti.

Sia chiaro, non siamo di certo contro i controlli, la legalità o il rispetto delle regole, anzi, ma crediamo che alcune di quelle risorse umane e di conseguenza economiche potrebbero essere impiegate dove davvero vi sia la vera necessità. Ci pare una dimostrazione di forza, una vetrina che non serve a nessuno e che sottrae tempo agli agenti, che potrebbero trascorrere la domenica con le proprie famiglie o impiegati in altri servizi, e denaro al contribuente che paga per un servizio che ci pare non necessario.