IMPERIA. GIRO DI FATTURE FALSE PER OLTRE 50 MILIONI DI EURO. IL PM CHIUDE LE INDAGINI PRELIMINARI SU BIAGIO PARLATORE /ECCO L’ACCUSA

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Il Pubblico Ministero Alessandro Bogliolo ha chiuso le indagini preliminari relative all’inchiesta della Guardia di Finanza di Imperia che vede indagato il patron della Digital Media World, Biagio Parlatore e altri 22 titolari delle 38 società coinvolte con l’accusa a vario titolo e in concorso di “emissione e/o utilizzo di fatture per operazioni soggettivamente inesistenti, indebita compensazione ed infedele dichiarazione“.

Nel luglio del 2015 il Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza fece emergere i risultati dell’inchiesta, durata un anno, relativa ad “un giro di fatture per operazioni inesistenti del valore di oltre 50milioni di euro. Le fatture di acquisto e vendita, riferite a operazioni inesistenti, hanno determinato un’evasione di imposta ai fini iva per oltre 10 milioni di euro”. – scrisse la Guardia di Finanza. 

Secondo la Guardia di Finanza, “la “frode carosello” riscontrata era caratterizzata dalla presenza di società cosiddette “cartiere” le quali, oltre ad essere delle mere finzioni giuridiche in quanto esistono solo “sulla carta” senza, quindi, nessuna operatività, emettevano fatture false e false lettere d’intento nei confronti di altri operatori economici, con lo scopo di far perdere le tracce del denaro e dei beni falsamente venduti. 

La ricostruzione del circuito cartolare (fatture) avrebbe evidenziato numerose transazioni prive di ragioni economiche: la merce venduta dalla società cartiera, infatti, dopo numerose operazioni ritornava, anche in pochi giorni, alla stessa, favorendo così la società imperiese che, cliente diretta della cartiera o indiretta attraverso lo schermo di un’altra società compiacente anche con sede all’estero, beneficiava di un consistente vantaggio fiscale e di prezzi di acquisto vantaggiosi.

E’ stato accertato come gli attori della frode, al fine di avvalorare l’effettività delle operazioni, oltre ad effettuare i pagamenti a mezzo home banking, si avvalevano di piattaforme logistiche, senza che, però, la merce si fosse mai mossa dai luoghi di deposito. 
L’attività ha interessato numerosi stati europei quali Austria, Inghilterra, Portogallo, Estonia, Olanda, Germania e la Svizzera”. 

Parlatore, dal canto suo, ha sempre respinto ogni addebito:“La mia azienda lavora da anni con tantissime società estere, non escludo che la Finanza possa aver ravvisato alcune irregolarità da parte di queste ultime, ma certamente noi siamo estranei e lo dimostreremo nelle sedi opportune”.

Chiuse le indagini preliminari, toccherà ora ai legali delle difese presentare, entro 20 giorni, memorie difensive oppure, eventualmente, optare per l’interrogatorio degli indagati. Successivamente spetterà al Pm Bogliolo decidere se optare per l’archiviazione o per la richiesta di rinvio a giudizio.