IMPERIA. NOVE DIPENDENTI SU TREDICI ERANO “IN NERO”. BLITZ DELLA FINANZA, CHIUSO UN RISTORANTE/L’OPERAZIONE

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Il Nucleo di Polizia Tributaria di Imperia, nell’ambito dell’attività di contrasto al fenomeno del sommerso da lavoro, ha scoperto un ristorante, con più unità locali nella Provincia di Imperia, nel quale erano presenti lavoratori ‘in nero’.

Nell’ambito delle quotidiane attività di controllo economico del territorio condotto da tutti i reparti della Guardia di Finanza imperiese, sono state intensificate le ispezioni volte a tutelare il corretto impiego dei lavoratori dipendenti.

Le attività ispettive, condotte nel momento di maggiore afflusso di clienti, e senza arrecare pregiudizio al normale esercizio dell’attività, si sono concluse con la scoperta di 9 lavoratori totalmente in nero, tra camerieri e addetti alle cucine, su un totale di 13 dipendenti. L’elevato numero di lavoratori in nero impiegati nell’esercizio commerciale controllato, nella percentuale del 70% rispetto a quelli regolarmente assunti, è stato segnalato dal Nucleo di Polizia Tributaria alla direzione territoriale del lavoro di Imperia che ha emesso provvedimento di chiusura temporanea dell’attività.

Il titolare, oltre a dover regolarizzare la posizione dei dipendenti, rischia salatissime sanzioni amministrative, sino a 50.000 euro. L’azione del corpo si inquadra in un più ampio dispositivo di contrasto mirato non soltanto al recupero dei tributi evasi, ma finalizzato anche e soprattutto ad incidere concretamente sull’attuale diffusione dell’illegalità fiscale, finanziaria ed economica e sui negativi effetti che questo produce in danno dell’equità sociale e dei diritti al libero esercizio dell’impresa, della leale concorrenza e al lavoro.

L’attività svolta in materia di contrasto al lavoro nero, cui segue anche l’attività di verifica fiscale al fine di controllare il corretto adempimento di tutti gli obblighi di carattere tributario, rientra nell’obiettivo della Guardia di Finanza di tutelare le aziende sane che operano correttamente sul mercato e sono poste in pericolo da chi agisce nell’illegalità e sfrutta la mano d’opera in nero, a cui non viene riconosciuto alcun diritto né lavorativo né previdenziale.