IMPERIA. SPIAGGE PUBBLICHE AFFIDATE SENZA GARA D’APPALTO. ASSOLTO L’EX SEGRETARIO COMUNALE PAOLO CALZIA. IL PM: “IL FATTO NON COSTITUISCE REATO”/LA SENTENZA

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“Non c’è nessuna prova della volontà dell’imputato di favorire i gestori delle spiagge non espletando la gara d’appalto

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Imperia. Assoluzione perché il fatto non costituisce reato. Questo il verdetto finale del processo che vedeva suo banco degli imputati l’ex segretario generale del Comune di Imperia Paolo Calzia con l’accusa di abuso d’ufficio per l’affidamento, senza gara d’appalto, delle spiagge libere attrezzate negli anni 2007, 2008 e 2009.

L’udienza di questa mattina in Tribunale a Imperia, davanti al collegio composto dai giudici Bonsignorio, Leopardi e Ascheri, si é aperta con la requisitoria del PM Alessandro Bogliolo, al termine della quale il Magistrato ha chiesto l’assoluzione per Paolo Calzia.

“Non c’è nessuna prova della volontà dell’imputato di favorire i gestori delle spiagge non espletando la gara d’appalto. È vero che la Giunta aveva deliberato di espletare le gare d’appalto per l’affidamento delle tre spiagge libere attrezzate, ma il fatto che la richiesta della Giunta non sia stata poi esaudita non è responsabilità del Sindaco, ne del segretario generale, ma semmai di una situazione di grandi confusione amministrativa all’interno del Comune e tra gli uffici. Ci troviamo di fronte a un palleggio di responsabilità tra l’assessore al Demanio Paolo Re, il Sindaco Sappa, il segretario Generale Calzia, il dirigente del settore Demanio Pierre Marie Lunghi e l’ufficio contratti. L’accusa di basava sulla firma del nulla osta per l’affidamento delle spiagge senza gara da parte di Calzia. Nulla osta che però era ad opera del dirigente del settore Demanio Pierre Marie Lunghi, poi semplicemente sottoscritto dal Sindaco o dal segretario Generale in caso di assenza del Sindaco. Credo si sia sbagliato bersaglio in questo procedimento. Sicuramente abbiamo l’elemento materiale del reato, c’è il vantaggio patrimoniale per gli allora gestori delle spiagge. Manca però la prova della volontà, da parte di Calzia, di favorire gli allora gestori, mancano gli indici sintomatici dell’elemento psicologico, manca la prova del dolo. Non esiste una motivazione pretestuosa per la firma del nulla osta, manca la prova di rapporti personali tra Calzia e i gestori. In Comune vigeva una situazione di confusione amministrativa, ma non vi è alcuna prova che fosse stata creata ad hop per favorire i gestori”.

Dopo il PM ha preso la parola l’avvocato Giovanni Di Meo, in rappresentanza del Comune di Imperia, costituitosi parte civile: “Rinuncio alla costituzione di parte civile e non deposito conclusioni”. Infine ha preso la parola l’avvocato Erminio Annoni, legale di Paolo Calzia. “Chiedo l’assoluzione perché il fatto non sussiste. Tutto il procedimento amministrativo oggetto dell’odierno processo è stato istruito, portato avanti è concluso dall’ufficio Porti e Demanio del Comune di Imperia. Il mio assistito ha solo firmato un nulla osta, in quanto il Sindaco era assente. La paternità del procedimento, con l’affidamento ex art.45 bis, senza gara, è del settore Porti e Demanio. Il segretario Comunale Paolo Calzia nulla aveva a che fare con la pratica dell’affidamento delle spiagge libere attrezzate“.

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