IMPERIA. CERTIFICATI MEDICI PER IL PORTO D’ARMI “IN BIANCO”. NEI GUAI UN NOTO MEDICO. LA GUARDIA DI FINANZA PERQUISISCE STUDIO E ABITAZIONE/ L’OPERAZIONE

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In basso il Procuratore Aggiunto Grazia Pradella

Il nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza di Imperia ha eseguito 3 perquisizioni locali delegate dalla Autorità giudiziaria imperiese, all’interno di nr.1 abitazione, di nr.1 studio medico e nr. 1 ufficio, tutti riconducibili al dott. Leonido Guadagno di Sanremo in forza all’Asl 1 imperiese.

Inoltre, notificata la misura dell’obbligo di presentazione quotidiana alla p.g. nei confronti di un altro medico. Gli accertamenti effettuati dai militari operanti consentivano di verificare come il medico in servizio presso la asl 1 imperiese e titolato ai sensi dell’art. 3 del d.m. 28.4.1998 all’accertamento dei requisiti psicofisici per il rilascio ed il rinnovo dell’autorizzazione al porto d’armi, fornisse certificati in bianco e da lui firmati al medico compiacente che provvedeva a consegnare ai richiedenti, a fronte del pagamento di 50 euro – che poi dividevano –, al di fuori di ambulatorio medico, senza averne titolo e senza aver sottoposto gli utenti preliminarmente alle prescritte visite ed accertamenti specialistici necessari al rilascio.

L’attività scaturisce da precedente attività delegata di p.g. condotta nel trascorso mese di maggio, all’esito della quale era stato possibile sequestrare, presso l’abitazione dott. Francesco Mastroianni, numerosi certificati medici in bianco (senza nome del beneficiario e senza anamnesi) riportanti l’intestazione “certificato medico per il porto d’armi”, con la firma del medico competente ad emetterli. Gli ulteriori accertamenti condotti su disposizione della locale Procura della Repubblica, hanno permesso di poter segnalare alla locale a.g. per il reato di cui agli artt. 110 c.p. (concorso) e 479 c.p. (falso ideologico commesso da pubblico ufficiale) i due medici ed ulteriori 4 soggetti per il reato di cui all’art. 489 c.p. (uso di atto falso) in quanto hanno presentato domande di rinnovo del porto d’armi, pur consapevoli di utilizzare un certificato medico falso.

E’ stato accertato, inoltre, nel corso delle predette indagini, come uno dei soggetti denunciati per l’utilizzo del certificato medico falso, fosse stato contattato dal medico non competente al rilascio al fine di indurlo a dichiarare, in caso di indagini che lo avessero interessato, dati falsi. Sotto la lente di ingradimento degli investigatori, numerose ulteriori posizioni delle persone che hanno beneficiato dei falsi certificati in considerazione delle gravi ricadute negative sotto il profilo della sicurezza e della tutela dell’incolumità pubblica. Le indagini proseguono anche sotto il profilo fiscale.