IMPERIA. CHIESA GREMITA PER L’ULTIMO SALUTO A ELENA RIBALDONE. DON RUFFINO:”UNA VITA AL SERVIZIO DEGLI ALTRI, UNA FINEZZA CHE AVEVA NEL CUORE” / L’OMELIA

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Nella Colleggiata di San Giovanni erano tanti gli amici, gli amministratori che nel corso degli anni della sua lunga carriera hanno avuto la fortuna di conoscerla.

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Imperia. Una folla ancora incredula e silenziosa ha dato, questo pomeriggio, l’ultimo saluto a Elena Ribaldone, la dipendente comunale mancata nella notte tra sabato 23 e domenica 24 luglio, all’età di soli 49 anni. Nella Colleggiata di San Giovanni erano tanti gli amici, gli amministratori che nel corso degli anni della sua lunga carriera hanno avuto la fortuna di conoscerla. Don Ruffino ha voluto ricordarla con una lunga omelia di cui riportiamo i passaggi più significativi. 

“Questa è una grande partecipazione al lutto che ha colpito una mamma, un fratello e tanti tanti amici. Vogliate accogliere anche espressione del cordoglio mio parroco di questa parrocchia, di Don Luca, Don Antonello che ha conosciuto molto bene e molto da vicino la nostra cara Elena e di tutti coloro che fisicamente non hanno potuto essere presenti fisicamente in questo momento ma lo sono molto, spiritualmente. Elena in questo momento è in Dio, è in Dio perchè ha sperato e creduto in Lui come credo tutti noi. Io qualche volta ho frequentato Elena, altri l’hanno frequentata più di me, ma ho sempre trovato in lei una grande accoglienza, mi son sempre sentito come se fossi l’unico e più importante in quel momento, con tanto rispetto, con tanta voglia di risolvere i problemi, con tanta voglia di mediare i problemi. Questo è cristianesimo, questo non è un mestiere, è una missione, questo è il vero cristianesimo, l’amore concreto. Ecco perché son certo che ha incontrato il Signore e le ha detto: “guarda io ero lui, lui, lei, tutte queste persone, perchè tu mi hai accolto.

Cara mamma, caro fratello, sono certo che Elena è con Lui. Il lavoro che ha fatto Elena qui è stato un lavoro di servizio a autorità istituzionali, un ruolo di mediazione. Ve lo dico con molta semplicità, quì si è perfezionata a fare quello, lassù esercita questo. Il ruolo dei nostri defunti è proprio quello di diventare nostri assistenti presso Dio. Loro che non possono fare più nulla per loro stessi possono invece intercedere per noi.

Quell’attitudine, che era una finezza naturale che aveva nel cuore, di risolvere i problemi degli altri se la porta nel cuore davanti al Signore. State certi il vostro dolore sarà un dolore che non si rimargina, ma nel cuore avrete la letizia che un’altra cosa, è il vanto, è la gioia di avere una creatura che anche se non la vedete è accanto a voi, vi accompagna, ricambia tutti quei gesti d’amore che lei mamma ha fatto per lei quand’era bambina, per lei, per voi, autorità e per tutti quanti noi suoi amici”.

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