IL CAPO DELLA POLIZIA GABRIELLI A IMPERIA: “QUI PER RENDERE OMAGGIO AL COLLEGA DIEGO TURRA. MIGRANTI AL CONFINE? INTENSIFICHEREMO OPERAZIONI DI DECOMPRESSIONE”/FOTO E VIDEO

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“Intensificheremo le operazioni di decompressione al confine con la Francia”. Lo ha dichiarato il capo della Polizia Franco Gabrielli oggi in visita in provincia di Imperia a seguito della tragica morte dell’agente del Reparto Mobile di Genova Diego Turra per via di un infarto durante alcuni tafferugli con i No Borders a Ventimiglia.

Gabrielli, accompagnato dal Questore Leopoldo Laricchia e dal Prefetto Silvana Tizzano, si è recato prima a Sanremo, per rendere omaggio alla salma di Diego Turra, successivamente a Ventimiglia, per verificare di persona l’emergenza migranti al confine, e successivamente in Questura, a Imperia, dove ha risposto alle domande dei giornalisti.

“Sono qui per rendere omaggio alla salma Diego Turra e salutare e abbracciare la vedova e stare vicino agli uomini e alle donne della Polizia di Stato che sono stati certamente provati da questa vicenda. Credo che il modo migliore per onorare i morti sia quello di prestare cura ai vivi.

Ovviamente poi con Prefetto e Questore mi sono recato a Ventimiglia per incontrare i colleghi del Commissariato, della Polizia di Frontiera e della Questura di Imperia per dimostrare tutta la mia vicinanza a chi ormai da tempo opera sul territorio.

Credo che ormai da tempo la situazione a Ventimiglia è stata fronteggiaia. Mi rendo conto poi che ci sono episiodi che attirano l’attenzione e ci si dimentica del tanto che è stato fatto. La realizzazione di un posto da dove un’accoglienza dignitosa queste persone. Non mi risulta che un anno fa ci fosse. La gestione di un flusso che è rimasto costante a fronte del fatto che molte persone risalgono dalla Penisola e molte ci vengono resitituite dai colleghi francesi.

Tutto questo è frutto di un lavoro che non è immediatamente percepibile e apprezzabile. Già mantenere i livelli di stabilità implica trasferimenti, servizi e programmazione. Consentitemi di rivolgere un plauso al Questore e al Prefetto di Imperia che in questi mesi hanno saputo gestire la situazione. Un plauso anche ai colleghi del Reparto Mobile che nel momento in cui un loro collega era per terra, esanime, le cui condizioni erano da subito percepite come gravissime, non hanno minimamente lasciato la posizione, hanno salvaguardato in maniera professionale i fermati, hanno gestito la situazione di ordine pubblico sino a che il collega non è stato accompagnato per i soccorsi che purtroppo non si sono poi rivelati efficaci per la gravità della condizione del collega. Dietro queste vicende ci sono uomini e donne che da tempo stanno lavorando con grande abnegazione e sacrificio. Il mio essere qua oggi, oltre a un gesto di solidarietà umana verso una persona che non c’è più e dei suoi cari che lo piangono, è anche perché ci troviamo davanti a una situazione complicata.

Sicurezza per il flusso di migranti? La preoccupazione del presidente Toti credo sia legittima, come la preoccupazione di ogni cittadino. Ad oggi tutto quello che è stato posto in essere ha garantito al Paese una posizione di sicurezza. Fa bene il Ministro Alfano a ricordare che non esiste il rischio zero, non esiste la sicurezza assoluta, però gli sforzi che stanno facendo gli apparati hanno dato buoni risultati. Anche l‘altro giorno c’è stata un’operazione efficacissima che ha permesso di fermare 13 persone che non avevano intenti certamente non cordiali. In merito ai No Borders, certe manifestazioni, in un momento così delicato, non aiutano chi è chiamato a dare garanzie sotto il profilo della sicurezza

Intensificheremo le operazioni di decompressione. Abbiamo già programmato con Prefetto e Questore una pianificazione per decomprimere. Io rilevo tutte le difficoltà di questi mesi, ma grazie al lavoro questa situazione è rimasta a livelli non negativi, soprattutto se facciamo un confronto con un anno fa, con le persone sugli scogli, le immagini del nostro Paese che facevano il giro del mondo. Oggi c’è un sistema di accoglienza degno di questo nome. Queste persone non vogliono rimanere in Italia, vogliono andare altrove. I percorsi migratori prescindono dalla volontà degli Stati. A noi è richiesto di gestire il Pronto Soccorso, non le cause o gli effetti che vadano al di là della gestione dell’ordine e della sicurezza pubblica.

Rabbia verso i No borders? Noi non abbiamo rabbia nei confronti di nessuno. Certamente la morte del nostro collega, addebitarla ai No borders sia un esercizio poco serio. E’ ovvio che questi signori, che molto spesso sono professionisti dell’agitazione e hanno poco a che vedere con i drammi delle persone che loro dicono di rappresentare. Credo che siano una complicazione della vita di questi proveri disgraziati. Gestiremo e tratteremo secondo le procedure del codice penale. Non ci facciamo condizionare da questi sentimenti.

Ad oggi questo tanto sbandierato parallelismo tra i flussi migratori e il terrorismo non c’è. Se noi dovessimo contare le centinaia di migliaia di persone che sono transitate dal nostro territorio, gli episodi di assoluto transito che non hanno riguardato il territorio nazionale, verrebbe da dire che il parallelo è ardito. Ovviamente non bisogna sottovalutare o non essere attenti. Gli apparati di intelligence lavorano proprio per questo.

Fino alla fine dell’estate metteremo in campo uno sforzo per spostare queste persone che hanno il solo obiettivo di passare il confine. Dall’altra parte questa disponibilità non c’è.

Agenti di Polizia più giovani? Noi operiamo con il materiale che abbiamo. Il tema dell’età media di poliziotti e carabinieri è un tema serio, importante, così come la mancanza di turn over in questi anni, ma non credo sia questo il momento di affrontarlo.

Io non ho avuto timore a sottolineare quando non sono stato d’accordo con alcune decisione del Governo, e mi riferisco alla Forestale, ma devo riconoscere a questo Governo di aver inverito significativamente un trand che vedeva da oltre 10 anni le forze di Polizia non all’attenzione dei governi”.

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