IMPERIA. PER LA QUESTURA LO STORICO ATTIVISTA VALERIO ROMANO È “UN SOGGETTO PERICOLOSO”. INSORGONO I PORTUALI / IL CASO

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Imperia. Avviso orale di pericolosità anche per l’attivista Valerio Romano, socio della compagnia portuale Maresca. È questo il provvedimento emesso dal Questore di Imperia Leopoldo Laricchia in data odierna dopo aver, nelle scorse settimane, notificato un avviso analogo a Francesco Scopelliti, attivista del centro Sociale La Talpa e L’orologio e a Noto Florio, dipendente della Poste Italiane. Un avviso che ha messo i portuali sul piede di guerra convocando una conferenza stampa per venerdì prossimo.

“Il nostro iscritto – scrive Giovanni Zecchini della rappresentanza sindacale  unitaria dei portuali – era intervenuto ad un presidio davanti alla Prefettura, in occasione del ricorso ad un avviso di pericolosità, ingiunto ad altri due lavoratori conosciuti in città per la loro militanza. Il portuale aveva portato pubblicamente solidarietà ai due lavoratori denunciando l’accanimento della polizia contro il movimento denominato No Borders , ottenendo per risposta, una settimana dopo , la notifica della stessa pericolosità orale con le stesse grottesche imposizioni degli altri. La coincidenza tra la notifica della pericolosità e l’intervento pubblico del nostro socio denotano una gravissima carenza di libertà di opinione ed espressione che si sta venendo a creare nella nostra provincia. Il fatto che sia proprio la Divisione Anticrimine della Questura a inoltrare il provvedimento , testimonia il disegno di criminalizzare tutte le lotte sociali e sindacali, cancellando diritti di agibilità politica conquistati in tutti questi anni”.

Lo scorso 9 settembre circa 50 persone si sono date appuntamento davanti alla Prefettura di Imperia per sostenere i due attivisti Francesco Scopelliti e Noto Florio destinatari dell’avviso di “pericolosità sociale” notificatogli dalla Questura. I due hanno presentato un ricorso contro il provvedimento del Questore al Prefetto Silvana Tizzano che li ha ricevuti scortati dal personale della Digos. Un presidio degli attivisti, degli amici di sempre e di persone che sostengono la “non pericolosità sociale”, armati, ironicamente, di pistole ad acqua.