IMPERIA. SCOPPIA IL CASO PALASALUTE. IL COMUNE NON CONCEDE L’AGIBILITA’ ALL’ASL. SLITTANO I TEMPI DI APERTURA. CAPACCI: “UN CORTO CIRCUITO ISTITUZIONALE”/ECCO COSA E’ SUCCESSO

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Esplode il caso Palasalute a Imperia. Il Comune, infatti, ha rispedito al mittente, bocciandola, la richiesta di agibilità presentata dall’Asl, atto propedeutico all’apertura del nuovo polo ambulatoriale di via Acquarone a Porto Maurizio. Il motivo? Lo stesso Comune…

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Esplode il caso Palasalute a Imperia. Il Comune, infatti, ha rispedito al mittente, bocciandola, la richiesta di agibilità presentata dall’Asl, atto propedeutico all’apertura del nuovo polo ambulatoriale di via Acquarone a Porto Maurizio. Il motivo? Lo stesso Comune non ha ancora iniziato i lavori, suddivisi in tre lotti, relativi alle opere di mitigazione del rischio idrogeologico sul rio Artallo, intervento quest’ultimo necessario per il rilascio dell’agibilità.

Ed è qui che entra in gioco il terzo ente pubblico, la Provincia. Il Comune, infatti, dopo aver appaltato e finanziato i lavori del primo lotto, nel novembre scorso aveva presentato in Provincia richiesta di autorizzazione sismica per i cementi armati, fondamentale per dare il via all’intervento. La Provincia, però, ha impiegato ben 4 mesi per il rilascio dell’autorizzazione, arrivata solo nella giornata di ieri, mercoledì 22 febbraio.

Un corto circuito amministrativo, con protagonisti Asl, Comune e Provincia, che di fatto comporterà un ulteriore slittamento nei tempi di apertura del Palasalute (prevista originariamente per l’ottobre del 2016 e già slittata una prima volta sino alla primavera del 2017) che, a questo punto, non sarà operativo prima del prossimo autunno, se non nel 2018.

I lavori del primo lotto, infatti, prenderanno il via solo nelle prossime settimane, poi si passerà al secondo lotto e infine al terzo (ancora da appaltare). I tempi previsti, intoppi permettendo, dovrebbero aggirarsi intorno ai 6 mesi.

Contattato da ImperiaPost, il Sindaco Carlo Capacci ha dichiarato: Dispiace, ma viviamo in un Paese complesso. Noi vogliamo rispettare le norme e in Italia per rispettare le norme ci vogliono tempi lunghi. Ci troviamo di fronte al classico corto circuito istituzionale all’italiana. Sarebbe ora che si provvedesse a modificare le leggi regionali in materia, dando massima priorità alle pratiche urbanistiche pubbliche, rispetto a quelle private, e eliminando l’obbligo di indicare nella richiesta di autorizzazione sismica l’impresa esecutrice dei lavori, in quanto obbliga l’ente pubblico ad appaltare i lavori prima di richiedere le autorizzazioni, allungando inutilmente i tempi”.

“Tutto nasce dalla scelta della location, davvero infelice, inutile nasconderlo – commenta a ImperiaPost l’assessore ai lavori pubblici Guido AbboIl percorso per la realizzazione del Palasalute è stato travagliatissimo. Speriamo, a questo punto, superato anche questo ultimo intoppo, di terminare i lavori il più presto possibile, considerando che restano da completare anche alcuni lavori a carico dell’Asl”.

 

 

 

 

 

 

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