UNA VITA TRA LE MONTAGNE. A 27 ANNI DAVIDE BENEDETTI È PASTORE E PRODUCE FORMAGGIO:”MOLTI SACRIFICI, MA AMO QUELLO CHE FACCIO. DA PICCOLO…”/LA STORIA

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È questa la storia di Davide Benedetti, un giovane allevatore di Leca (frazione di Albenga), che ogni anno fa visita a Mendatica, nell’entroterra di Imperia, con il suo bestiame per partecipare alla tradizionale Transumanza.

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DAVIDEBENED

Ha 27 anni, ama la natura, la tranquillità e gli animali, e ha scelto di fare il pastore. È questa la storia di Davide Benedetti, un giovane allevatore di Leca (frazione di Albenga), che ogni anno fa visita a Mendatica, nell’entroterra di Imperia, con il suo bestiame per partecipare alla tradizionale Transumanza.

Una scelta di vita che si discosta da quelle della maggior parte dei suoi coetanei, che sempre di più tendono a preferire campi in cui si predilige l’informatica e la tecnologia. ImperiaPost ha quindi conosciuto Davide, per saperne di più sulla vita passata tra il verde e il silenzio delle montagne.

È SEMPRE STATO IL TUO SOGNO OPPURE AVEVI ALTRI PROGETTI?

“Non c’è stato un momento preciso in cui ho preso la decisione di fare questo mestiere, ci sono nato. Ho sempre avuto la passione. Quando ero piccolo, gli altri bambini giocavano con le macchinine, io giocavo sui prati con gli animaliL’azienda agricola di famiglia va avanti da 3 generazioni e fin da piccolo ho sempre aiutato. Ho sempre osservato con interesse quello che facevano i miei nonni e poi i miei genitori. Finché andavo a scuola aiutavo quando potevo, poi dopo il diploma da perito meccanico, ho iniziato seriamente a portare avanti l’azienda insieme ai miei genitori”. 

QUAL È IL TUO MESTIERE?

“Abbiamo un’azienda agricola, dove alleviamo 68 mucche da latte. Il latte che mungiamo poi lo trasformiamo noi, avendo il caseificio. Produciamo formaggio, ricotta, burro, brusso. Per questo mi definisco “margaro” (perché ho le mucche) e “casaro” (perché lavoro il formaggio).

COME SI SVOLGE UNA TUA GIORNATA-TIPO?

“Ogni mattino andiamo in alpeggio, le mungiamo, si aspetta il tempo necessario che il latte coaguli. Il pomeriggio si spostano le mucche al pascolo, poi verso le 18.30 le portiamo nel recinto e le mungiamo di nuovo. Ogni 15 giorni circa porto in giro i nostri prodotti in giro nei punti vendita e in diverse località, anche a Pieve di Teco, Montegrosso e Mendatica”. 

È UN MESTIERE CHE COMPORTA MOLTI SACRIFICI?

“Sì, anche se sono tutti sacrifici che faccio volentieri. Sicuramente è un mestiere che comporta molte responsabilità e dedizione. Le mucche sono un impegno giornaliero, non esiste Natale o Ferragosto. Ogni mattina mi sveglio alle 6, quindi non c’è spazio per le uscite fino a notte fonda. Ci si può prendere qualche pausa, ma solo organizzandoci tra di noi”.

E I LATI POSITIVI?

“Moltissimi. A partire dall’essere ogni giorno in mezzo alle montagne, nella tranquillità, immerso nel verde, fino al fatto di lavorare in proprio e quindi essere molto libero nel prendere le decisioni. Mi piace molto stare all’aria aperta, lontano dalla confusione ed è una vera soddisfazione vedere i frutti concreti del proprio lavoro”.

HAI MAI PENSATO DI CAMBIARE LAVORO?

“Sì, devo ammetterlo. Nei momenti “no” a volte penso di mollare tutto, ma credo che questo succeda a tutti in qualsiasi lavoro. Se dovessi cambiare mestiere sarebbe molto dura, amo quello che faccio“.

DA QUANTO TEMPO VIENI A MENDATICA PER LA TRANSUMANZA?

“Saranno ormai 10 anni. Si svolge in un weekend di fine settembre. Solitamente partiamo il giovedì, da Upega con le bestie e arriviamo venerdì mattina e faccio lezione ai bambini sugli antichi mestieri e insegno come si fa formaggio. Poi sabato c’è la vera e propria festa della fiera e passiamo con le bestie dentro il paese. Domenica si torna indietro”.

TUTTI I VOSTRI SPOSTAMENTI LI FATE SENZA UTILIZZARE MEZZI PER TRASPORTARE IL BESTIAME.

“Esatto. Anche per spostarci da Albenga come a colle Scravaion nelle zona di Bardineto e poi a Upega nel comune di Briga Alta, facciamo spostare le mucche al loro passo, senza utilizzare camion, sia per un fattore economico sia tempistico, poiché non impieghiamo molto tempo. Quando saliamo in primavera, le fermiamo in un recinto e le lasciamo con il pastore elettrico e i cani, mentre noi torniamo a dormire ad Albenga o a Upega”.

COME VEDI IL TUO FUTURO?

Voglio portare avanti questa azienda e modernizzarla, sempre conservando le tradizioni. Noi infatti facciamo la mungitura a mano e non pratichiamo allevamento intensivo. I nostri prodotti sono di nicchia, naturali e questo è il nostro orgoglio. Purtroppo viviamo in un mondo in cui allevamento e agricoltura non sono affatto aiutati, mentre sono privilegiate le grandi industrie, ma io credo in quello che faccio e voglio portare avanti l’azienda all’insegna della qualità“.

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