IMPERIA. RIVELAZIONI SHOCK ALLA CERIMONIA IN RICORDO DI DARIO DESIGLIOLI, LA MAMMA PATRIZIA:”HO TROVATO IL CORPO ALLE 20, MA SECONDO GLI ATTI DEI CARABINIERI…”/FOTO E VIDEO

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Rivelazioni shock durante la cerimonia svoltasi nella serata di ieri in piazza dei Corallini a Cervo, in ricordo di Dario Desiglioli, noto blogger 35enne trovato senza vita nella propria abitazione il 26 gennaio del 2015.

La mamma di Dario, Patrizia Morello, ha deciso di rendere noti alcuni atti che le sono stati consegnati dalla Procura il 19 gennaio scorso, quando è stata chiesta l’archiviazione dell’indagine sulla morte del figlio. In particolare, si tratta di ordini di servizio dei Carabinieri di Diano Marina risalenti al giorno della tragedia. Secondo Patrizia, ciò che non quadra sono gli orari in cui sono stati emessi. Gli ordini, infatti, risalgono alle ore 17 e alle ore 19, mentre il corpo è stato trovato dalla madre solamente alle ore 20.

Inoltre, Patrizia ha letto pubblicamente anche la lettera anonima del “Carabiniere Onesto”, in cui si fa riferimento a “nemici del comandante”, “appostamenti mirati”,rissa tra colleghi” e al fatto che “a Dario non fu permesso essere assistito dal legale e non gli fu concesso di essere portato all’ospedale”.

PATRIZIA MORELLO:

“Mi devono spiegare perché un carabiniere tra le 17 e le 18 è stato incaricato dell’indagine per il suicidio di mio figlio. Mi devono spiegare perché alle 19 una pattuglia dei Carabinieri riceve l’ordine dalla centrale operativa di Imperia di recarsi presso la casa di Dario per il suo suicidio. Io mio figlio l’ho trovato alle 20 di sera. Mi devono spiegare perché alle 17 loro già sapevano.

Io intendo andare avanti, continuare. Mio figlio non me lo ridà nessuno, ma la verità deve venire fuori. Mio figlio si merita la verità”.

LETTURA ATTI:

“Il 6 luglio c’è stata l’udienza per la causa di Dario. Mi dicono che la pratica è ancora “riserva”, ma ho poche speranze. Vi voglio leggere due cose dagli atti della Procura. Vi leggo per intero la lettera anonima del Carabiniere onesto, così se qualcuno vuole impossessarsi della paternità della lettera, ora saprà anche il contenuto.

“Mi sento in dovere di riferire che ciò che accadde in caserma a Diano Marina. Nella situazione sono coinvolti soggetti considerati nemici dal comandante. False relazioni, appostamenti mirati e inutili e altro, sono all’ordine del giorno. Il giovane voleva in primis essere assistito sul posto dal suo legale, ma non gli fu permesso. Come non gli fu concesso essere portato all’ospedale come da lui chiesto per le analisi. Non è stato fatto volutamente per ovvi motivi. E poi la rissa tra colleghi, la situazione è insostenibile. I superiori ne sono a conoscenza”.

Io questi “ovvi motivi” non li so ancora. 

Io ho trovato mio figlio verso le 20 di sera. C’è un ordine di servizio della caserma di Diano Marina che dice che tra le 17 e le 18 il Carabiniere Nocerino Davide viene incaricato dell’indagine di Polizia Giudiziaria in relazione al suicidio di Dario. Alle 19 una pattuglia riceve l’ordine dalla centrale operativa: “Ci siamo portati a Cervo, in via Aurelia 86, presso l’abitazione del signor Desiglioli Dario, in quanto lo stesso si era suicidato”. Vi ricordo che l’ho trovato alle 20 mio figlio. Me lo devono spiegare.

Come mai il fascicolo di Dario che c’era in caserma, perché stampavano tutto quello che Dario scriveva, io non l’ho mai visto? Non è mai arrivato in Procura. Io voglio sapere la verità. Il Carabiniere Mura alla domanda come mai lo stessero cercando domenica pomeriggio e lunedì, rispose che doveva portargli i documenti della macchina. Io li ho ritirati il 16 dicembre 2016 in Caserma dei Carabinieri a Diano Marina. Li avevano in mano loro da quel giorno in cui l’hanno fermato. Perché mentire? Le conclusioni le lascio a voi”.

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