IMPERIA. RIFIUTI. PENALI ALLA TEKNOSERVICE, IL COMUNE FA DIETRO FRONT E CANCELLA IL LIMITE DEL 45%. “ORDINANZA ANNULLATA IN AUTOTUTELA”/ECCO COSA È SUCCESSO

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Nella giornata odierna, il primo cittadino ha revocato in autotutela la modifica all’ordinanza di proroga del servizio di raccolta rifiuta alla Teknoservice sino al 31 gennaio 2018.

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È una decisione, quella del sindaco Carlo Capacci, destinata a far discutere. Nella giornata odierna, infatti, il primo cittadino ha revocato in autotutela la modifica all’ordinanza di proroga del servizio di raccolta rifiuta alla Teknoservice sino al 31 gennaio 2018, con la quale fissava l’attivazione delle penali in caso di mancato di mancato raggiungimento di una percentuale pari al 45% di raccolta differenziata. Una revoca che, di fatto, ripristina le originali previsioni coerenti con l’ordinamento  giuridico, le raccomandazioni della Regione Liguria e le osservazioni della Provincia di Imperia.

La Tecknoservice, a cui è stato prorogato l’affidamento di igiene ambientale  del Comune di Imperia sino al 31 gennaio 2018 dovrà, quindi, prodigarsi per  raggiungere le percentuali minime di differenziazione dei rifiuti.

Proprio il termine del 45% aveva scatenato le forti reazioni dell’opposizione, secondo la quale l’ordinanza favoriva la Teknoservice, in quanto l‘obiettivo minimo fissato dalla Regione Liguria in materia della raccolta differenziata, non raggiunto il quale scattano le penali, è pari al 65%. 

Nell’atto di revoca dell’ordinanza, si legge che l’atto di modifica dell’ordinanza di proroga alla Teknoservice “è stato assunto in coerenza con gli obiettivi di raccolta differenziata stabiliti dall’art. 205 del D.Lgs 152/2006 e s.m.i.”, ma che “ad un successivo e più accurato esame degli atti è emerso che le modalità di quantificazione delle penali contrastano con il concreto raggiungimento del suddetto obiettivo e con quanto indicato nella nota della Regione Liguria prot. 16783 dell’Il aprile 2017 nonché alle segnalazioni della Provincia di Imperia di cui al prot. 3688 del 9 febbraio 2017″.

Un contrasto, si legge ancora nell’atto di revoca, che deriva dalla incoerenza tra le previste aliquote di raccolta differenziata e la determinazione, in percentuale, delle penali previste in caso di mancato raggiungimento degli obiettivi di legge”.

“Il presente atto di autotutela – conclude il documento – è ispirato alla doverosità di garantire la tutela dell’ambiente per il tramite di una corretta raccolta differenziata che determina un maggior ricorso al recupero dei rifiuti e conseguente riduzione del conferimento in discarica”.

Il Sindaco Carlo Capacci commenta: “Per raggiungere il 65% di raccolta differenziata è necessario l’impegno di tutti i cittadini e dei commercianti al corretto conferimento dei rifiuti, senza il quale nessuna società, sia essa  pubblica o privata, potrà da sola ottenere tale obiettivo”.

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