IMPERIA. RESTANO IN CARCERE DAVIDE DE BONIS E LUCA CROCE. SCENA MUTA DAVANTI AL GIUDICE PER L’INTERROGATORIO DI GARANZIA/ I DETTAGLI

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I due sono accusati in concorso a vario titolo di sequestro di persona, minacce, lesioni, furto aggravato, spaccio di droga a minori, ricettazione e detenzione illegale di proiettili di pistola.

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luppi arresto

Imperia. Si sono avvalsi della facoltà di non rispondere Luca Croce, 26 anni e Davide De Bonis, 24 anni, arrestati venerdì mattina, 8 settembre, dai Carabinieri di Imperia al termine di una lunga e complessa indagine condotta dal Pm Antonella Politi e affidata al Nucleo Operativo dei Carabinieri. Stamane, presso la casa circondariale di Imperia, i due sono comparsi davanti al giudice Paolo Luppi e al Pubblico Ministero Antonella Politi per l’interrogatorio di garanzia assistiti dagli avvocati Simona Rota (De Bonis ) e dal collega Marco Noto (Croce). Entrambi hanno preferito non rispondere alle domande del giudice che ha confermato la misura cautelare del carcere per il pericolo di reiterazione del reato. 

I due sono accusati in concorso a vario titolo di sequestro di persona, minacce, lesioni, furto aggravato, spaccio di droga a minori, ricettazione e detenzione illegale di proiettili di pistola.

Croce era stato arrestato nel 2014 nell’ambtio dell’operazione Deja Vu contro lo spaccio di droghe sintetiche e sostanze dopanti nelle palestre ma anche a Sanremo, nel 2012, per spaccio di droga all’interno di un locale della movida sanremese.

Secondo quanto ricostruito dai Carabinieri De Bonis e Croce, probabilmente per un regolamento di conti legato allo spaccio di droga, avrebbero sequestrato un coetaneo di poco più giovane obbligandolo a compiere un furto nell’abitazione dello zio che, però, dopo averli smascherati (in quanto in casa al momento del tentato furto), li avrebbe denunciati. De Bonis e Croce avrebbero così iniziato a minacciare l’uomo e il nipote affinché quest’ultimo ritirasse la querela.

Per quanto concerne invece le accuse di ricetttazione e detenzione illegale di proiettili di postola, si tratta di contestazioni aggiuntive, emerse nel corso delle perquisizioni domiciliari e sull’auto di uno degli indagati. Nell’ambito dell’inchiesta, che ha preso il via negli ultimi mesi del 2016 a seguito della denuncia presentata dallo zio del giovane sequestrato, sono emersi anche diversi episodi di spaccio, in particolare hashish e marijuana a minorenni.

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