IMPERIA. VANDALIZZATO IL MURALES CONTRO IL BULLISMO AL CAMPETTO DI VIA GIBELLI. L’AMAREZZA DEI “GENITORI ATTIVI”:”È COME SE AVESSERO IMBRATTATO CASA LORO”/IL CASO

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L’atto di vandalismo ai danni del murales contro il bullismo realizzato nel campetto di via Gibelli, ha sollevato molte discussioni.

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L’atto di vandalismo ai danni del murales contro il bullismo realizzato nel campetto di via Gibelli, ha sollevato molte discussioni. In particolare, l’Associazione Genitori @ttivi di Imperia, promotrice del progetto per la creazione del murales, con il prezioso apporto degli studenti del Liceo Artistico, della Scuola Edile e del writer imperiese Mrfijodor, sottolinea come più volte abbia segnalato invano al Comune la presenza di un buco nella rete del campetto, da cui con molta probabilità sono entrati i vandali. 

Il murales, che ha conquistato il quarto posto nel concorso nazionale “La Buona Vernice”, è stato imbrattato con una bomboletta spray di colore bianco, ma anche con scritte nere di varia natura.

“Innanzitutto vorrei dire che da mesi c’è un buco nella rete di recinzione del campetto – afferma Federica Novelli contattata da ImperiaPost – Lo abbiamo segnalato più e più volte al Comune di Imperia, ma nulla è stato fatto.

Chi ha imbrattato il murales è entrato nel campetto da quel buco nella rete. Il Comune si dovrebbe sentire in parte responsabile di quello che è successo.

In secondo luogo – continuanon siamo solo noi ad essere delusi, ma anche i ragazzi del consiglio comunale, che hanno scelto il tema del murales, il writer mr Fjiodor, gli studenti del Liceo Artistico, della Scuola Edile e dell’Ipsia Marconi. Una grande fetta di popolazione si sente delusa da questo atteggiamento.

Il nostro impegno nel gestire il campetto di via Gibelli – aggiunge – nell’aprirlo e chiuderlo, nel tenerlo pulito, evidentemente non basta per far si che venga considerato il campetto di tutti, di tutta la città. I nostri sforzi non sono sufficienti.

Cosa mi sento di dire a chi ha imbrattato il murales? Che è come se avesse imbrattato il muro di casa propria. La nostra città è la nostra casa, finché non capiremo che dobbiamo prendercene cura, rispettalra e amarla, il lavoro delle associazioni risulterà inutile. Nei prossimi giorni chiameremo nuovamente – conclude – gli studenti del Liceo Artistico, spero davvero che possano in qualche modo rimettere a nuovo il murales”.

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