IMPERIA. VANDALIZZATO IL MURALES CONTRO IL BULLISMO AL CAMPETTO DI VIA GIBELLI. IL MESSAGGIO DI UN PAPÀ AGLI AUTORI DEL GESTO:”NON SIATE VIGLIACCHI”/LA LETTERA

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Continua a far discutere l’atto di vandalismo da parte di ignoti ai danni del murales contro il bullismo realizzato nel campetto di via Gibelli, promosso dall’Associazione Genitori @ttivi di Imperia,

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Continua a far discutere l’atto di vandalismo da parte di ignoti ai danni del murales contro il bullismo realizzato nel campetto di via Gibelli, promosso dall’Associazione Genitori @ttivi di Imperia, con il prezioso apporto degli studenti del Liceo Artistico, della Scuola Edile e del writer imperiese Mrfijodor. 

Ad esprimere il proprio sconforto è Valter Marchetti, padre di famiglia imperiese, che sottolinea come questo gesto rappresenti un danno nei confronti di chi si impegna ogni giorno a ricostruire la città.

“Con amarezza mi ritrovo ad esprimere solo alcune considerazioni su quanto accaduto in questi giorni al “Murales contro il bullismo – scrive Valter Marchetti.

Per l’ennesima volta qualche deficiente si è dato da fare per scarabocchiare il dipinto realizzato dai giovani studenti sul muro del campetto di via Gibelli ad Imperia. Provo a riflettere come padre che cerca di crescere ed educare i propri figli, ma anche come avvocato che ogni giorno lavora e si batte per la tutela dei diritti dell’individuo.

Da una parte c’è una associazione di genitori – continua – che si dà da fare per costruire qualcosa di bello in questa città, attraverso la disponibilità ed il volontariato di diverse persone; dall’altra c’è chi passa il suo tempo a tentare di distruggere i germogli di questa nuova cultura, divertendosi a pasticciare un murales “ contro il bullismo” realizzato da giovani studenti volenterosi e che hanno nel cuore una passione per l’arte e per le cose belle ma che, soprattutto, amano impegnarsi per la rinascita di questa città, con l’aiuto di diversi genitori che credono in questo nuovo percorso culturale.

Vorrei esprimere il mio personale grazie a chi si impegna ogni giorno nel ricostruire questa città, mettendoci la faccia in prima persona, esponendosi senza il timore di essere giudicati da chi è abituato a commentare guardando la realtà dalla finestra di casa sua, senza mai mettersi in gioco. Siamo in tanti, purtroppo, barricati dietro a questa finestra! Una finestra apparentemente aperta ma, in verità, più chiusa che mai! Per chi si diverte a pasticciare le bellissime opere di giovani talenti, vorrei dire questo: abbiate il coraggio delle vostre azioni, mettetevi in luce a viso scoperto! Non fate i vigliacchi nella penombra delle vostre azioni, mostrate i vostri occhi e la vostra anima quando siete al lavoro per distruggere o rovinare qualcosa di bello: siate uomini e donne responsabili, pronti a rispondere delle vostre azioni ! Questo significa diventare grandi nel cuore e nella testa, tutto il resto è purtroppo inutile e non aiuta a crescere.

Carissimi disgraziati autori di questo ennesimo – conclude – sfregio al bello e alla cultura, siete solo dei codardi vittime della paura di essere scoperti nelle vostre orrende malefatte che, come certamente non saprete ( perché di base siete perfettamente ignoranti e deficienti, per usare termini ortodossi che ancora hanno, o dovrebbero avere, un senso!) possono costituire gravi condotte di reato punibili per legge dal nostro ordinamento! Speriamo che, almeno i vostri genitori, possano darvi una mano per fermarvi in tempo ( prima di essere condannati da un giudice…), per farvi capire che potete esprimere voi stessi in tanti modi diversi, in piena libertà, senza calpestare le passioni ed i lavori di chi avete vicino, nel rispetto reciproco, nel cammino per una nuova cultura e, soprattutto, per una città migliore di come la stiamo lasciando ai nostri figli”.

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