IMPERIA. ACCUSATO DI FRODE IN COMMERCIO, IMPRENDITORE OLEARIO ASSOLTO IN TRIBUNALE. I GIUDICI:”IL FATTO NON SUSSISTE”/LA STORIA

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Secondo l’accusa, l’imprenditore avrebbe venduto una partita di olio come “extravergine di oliva”, ma, a seguito di alcuni controlli alla dogana di Trieste, sarebbe emerso che si trattava di olio normale.

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Assolto perché il fatto non sussiste. È questa la sentenza pronunciata stamattina in Tribunale a Imperia dal giudice Varalli, accogliendo la richiesta del PM Molinari, nell’ambito del processo che vedeva sul banco degli imputati N.B. (difeso dall’avvocato Nicola Ditta), titolare di un frantoio di Pontedassio, accusato di frode in commercio.

Secondo l’accusa, l’imprenditore avrebbe venduto una partita di olio come “extravergine di oliva”, ma, a seguito di alcuni controlli alla dogana di Trieste, sarebbe emerso che si trattava di olio normale. Da lì è scattata la denuncia per frode in commercio.

Nel corso del dibattimento odierno, è emerso che non esiste una prova tangibile che l’olio sia uscito dal frantoio come olio non extravergine di oliva, e che, durante il trasporto, potrebbe avere subito alterazioni tali da risultare differente da come era stato originariamente prodotto.

Per questo motivo, non c’è prova del dolo e l’imputato è stato assolto perché il fatto non sussiste.

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