IMPERIA. “INFAME, SARÒ AL TRIBUNALE AD ASPETTARTI”. GIOVANE TESTIMONE MINACCIATA, LA PROCURA APRE UN’INCHIESTA/ IL CASO

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La ragazza, una minorenne imperiese, difesa dall’avvocato Giovanni Di Meo, ha denunciato
ai Carabinieri la vicenda, ma la paura ha preso il sopravvento tanto da non farla andare all’udienza.

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Imperia. “Infame!, sarò al tribunale ad aspettarti”. È questo il tenore dei messaggi recapitati ad una giovane che nella giornata di ieri avrebbe dovuto testimoniare nel corso dell’incidente probatorio disposto nell’ambito del procedimento penale a carico di Davide De Bonis e Luca Croce, arrestati nelle scorse settimane dai Carabinieri con l’accusa di estorsione, furto, sequestro di persona e spaccio di droga, minacce, ricettazione e detenzione illegale di proiettili di pistola.

La ragazza, una minorenne imperiese, difesa dall’avvocato Giovanni Di Meo, ha denunciato ai Carabinieri la vicenda ma la paura ha preso il sopravvento tanto da non farla andare all’udienza. Il PM Politi ha così chiesto l’accompagnamento coatto della giovane, attraverso i Carabinieri, disponendo nuove indagini sulle minacce.

Secondo quanto riportato nelle denuncia, a mandare i messaggi sarebbe stato un giovane imperiese, probabilmente della stessa “compagnia” di uno dei due indagati, che successivamente si sarebbe presentato accompagnato da alcuni amici davanti al Tribunale in attesa della ragazza.

Sarà il Nucleo Operativo dei Carabinieri a cercar di far luce sulla vicenda.

LA VICENDA

Secondo quanto ricostruito dai Carabinieri De Bonis e Croce, probabilmente per un regolamento di conti legato allo spaccio di droga, avrebbero sequestrato un coetaneo di poco più giovane obbligandolo a compiere un furto nell’abitazione dello zio che, però, dopo averli smascherati (in quanto in casa al momento del tentato furto), li avrebbe denunciati. De Bonis e Croce avrebbero così iniziato a minacciare l’uomo e il nipote affinché quest’ultimo ritirasse la querela.

Per quanto concerne invece le accuse di ricetttazione e detenzione illegale di proiettili di postola, si tratta di contestazioni aggiuntive, emerse nel corso delle perquisizioni domiciliari e sull’auto di uno degli indagati. Nell’ambito dell’inchiesta, che ha preso il via negli ultimi mesi del 2016 a seguito della denuncia presentata dallo zio del giovane sequestrato, sono emersi anche diversi episodi di spaccio, in particolare hashish e marijuana a minorenni.

 

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