IMPERIA. CRISI POLITICA, PAOLO RE A RUOTA LIBERA: “FAR CADERE IL SINDACO CAPACCI ORA SAREBBE UN SUICIDIO AMMINISTRATIVO”/L’INTERVISTA

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“Far cadere l’amministrazione Capacci oggi sarebbe un suicidio amministrativo”. E’ chiarissima la posizione del capogruppo di Energie per L’Italia in consiglio comunale Paolo Re sulla crisi politica scatenatasi dopo l’istanza di fallimento presentata da Amat nei confronti di Rivieracqua e le successive dimissioni (per ora solo annunciate) degli assessori in quota socialisti e Pd.

In un’intervista rilasciata al nostro giornale, Re analizza la situazione politica attuale e il caso AmatRivieracqua.

L’INTERVISTA

IL CASO AMAT-RIVIERACQUA

Questa situazione ha due responsabili. Da una parte il Sindaco Capacci, che ha ignorato una delibera di consiglio e che non ha cercato di proporre confronti, tavoli tecnici e politici. Dall’altra, ed è a nostro avviso la principale colpevole di questa situazione, la Provincia, totalmente assente. Non ha ottemperato al proprio ruolo di coordinatore. Se poi verrà confermata l’esistenza delle mail inviate dal presidente di Amat Pirero alla Provincia, tutte senza risposta, le responsabilità dell’ente presieduto da Fabio Natta se possibile saranno ancora maggiori.

 A nostro modo di vedere sarebbe necessaria una Conferenza dei Servizi per risolvere il problema. Tutti gli enti coinvolti, Comune di Imperia, Amat, Provincia, e Rivieracqua dovrebbero sedersi attorno a un tavolo e discutere.  

Per quel che riguarda l’istanza di fallimento presentata da Amat nei confronti di Rivieracqua, mi pare chiaro che vi sia un problema di responsabilità per Amat. Il servizio di erogazione dell’acqua non può essere interrotto, ma al contempo è impossibile fornire un servizio senza che questo venga pagato. 

L’azione di Amat verso Rivieracqua è molto pericolosa, perché rischia di provocare fallimenti a catena. Se fallisse Rivieracqua, verrebbe meno il credito di Amat pari a 1.5 milioni di euro e di conseguenza la stessa Amat rischierebbe di fallire. E considerando che Amat ha un debito da 7 milioni di euro con il Comune di Imperia, lo stesso Comune finirebbe per andare in default finanziario.

Se il Comune si trovasse in una condizione finanziaria così critica, sfumerebbero la pista ciclabile, il rifacimento del tetto della piscina comunale, la riapertura del Teatro Cavour, il protocollo di intesa con Rfi per le ultime migliorie da apportare alla nuova stazione, tra le quali l’allestimento di un ufficio Polfer.

L’unica soluzione è che Amat ritiri l’istanza di fallimento in modo tale da scongiurare una crisi finanziaria generale. Un ritiro che però va abbinato a una soluzione politica, con la convocazione di un tavolo tecnico-politico.

LE ACCUSE A PD, SOCIALISTI, AZIONE CIVICA E PER IMPERIA

In questo momento fa ridere la presa di posizione del Partito Democratico sul caso Amat-Rivieracqua. Il Pd, in particolare contesta il modus operandi del Sindaco perché sostiene che, nonostante fosse a conoscenza dell’istanza di fallimento, non avrebbe comunicato nulla alla maggioranza. Ma dov’era il Pd quando noi contestavamo proprio questo modo di governare del Sindaco? Questa amministrazione ha grosse difficoltà anche nella gestione dei piccoli problemi. Il Pd ha preso tanti schiaffi, è vero, e capisco che ci sia un problema di dignità. Ma non si può farne una questione di principio a sei mesi dalle elezioni quando si è stati in silenzio per anni.

Forse qualcuno pensa che un Commissario Prefettizio avrebbe il potere di far revocare ad Amat l’istanza di fallimento, ma non è così. Con un Commissario la città si fermerebbe, rischiando di veder andare in fumo tutti i progetti in cantiere. Mandando a casa il Sindaco la città non avrebbe nessun vantaggio. 

Venendo ai Socialisti, perché questa difesa a spada tratta di Rivieracqua, Natta e Provincia? Forse perché sono i Sindaci poi a rieleggere il presidente della Provincia e hanno tutto l’interesse a non incrinare i rapporti. Solo ora si accorgono del modus operandi del Sindaco su alcune tematiche? Insinuano che il Sindaco sarebbe per affidare la gestione dell’acqua ai privati, ma forse non sanno che la politica di Iren è quella di mantenere solo la minoranza delle quote azionarie nelle società di gestione del servizio idrico.

Per quanto riguarda Azione Civica e Per Imperia, non c’è molto da dire. Ha ragione De Bonis. Vanno alle cene dove si lavora per scaricare il Sindaco, si dicono pronti a firmare le dimissioni, ma poi non vogliono un Commissario Prefettizio. Saranno certamente gli ultimi a firmare, così da non dover prendere una posizione netta”.

LA CRISI POLITICA

A questo punto mi pare chiaro che gli unici ad aver sempre mantenuto la stessa posizione siamo noi di ‘Energie per l’Italia’. Abbiamo optato per uscire dalla maggioranza, dando un appoggio esterno al Sindaco, dicendo sempre chiaramente di non volere il Commissario, ma al contempo votando sempre con coscienza. 

Sul caso Rivieracqua, è dal maggio 2016 che chiediamo un tavolo tecnico. Oggi mandare a casa questa amministrazione sarebbe un omicidio amministrativo. Inutile adesso cercare di salvare la faccia, è un tentativo ridicolo e imbarazzante. L’unica cosa che si otterrà è quella di bloccare la città dal punto di vista amministrativo, consegnando all’opposizione i voti del Sindaco Carlo Capacci alla prossima tornata amministrativa”.