Home, Politica — 20 marzo 2018 alle 12:54

IMPERIA. CAPANNONE MERCI A PIANI. IL TAR ACCOGLIE IL RICORSO DI ANTONIO MARZO. FOSSATI (IR):”LA GIUNTA HA PRESO UNA COLOSSALE CANTONATA. LA CORTE DEI CONTI…”

Così commenta il consigliere comunale Giuseppe Fossati in riferimento alla notizia della sentenza con la quale il TAR Liguria ha accolto il ricorso presentato da Antonio Marzo annullando la…

di Redazione

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“Il Tar Liguria ha annullato la delibera del Consiglio Comunale che aveva respinto la richiesta dell’imprenditore Antonio Marzo di realizzare una piattaforma logistica in Val Prino. Ovviamente, il Comune di Imperia è stato condannato a pagare le spese legali “- Così commenta il consigliere comunale Giuseppe Fossati in riferimento alla notizia della sentenza con la quale il TAR Liguria ha accolto il ricorso presentato da Antonio Marzo annullando la deliberazione con la quale il consiglio comunale aveva bocciato la proposta di variante del piano regolatore per la realizzazione di un capannone per lo smistamento merci a Piani.

“Il Sindaco ha ieri dichiarato che tali spese dovrebbero pagarle i consiglieri comunali che hanno votato contro e che provvederà a segnalare la cosa alla Corte dei Conti.

Come forse qualcuno ricorderà, non ho partecipato alla votazione di quella pratica, per correttezza ed opportunità, posto che il Sig.Marzo è un amico personale, nonché un cliente del nostro Studio Legale (che peraltro, per gli stessi motivi, non ha curato il ricorso accolto da Tar).

Non entro quindi nel merito della pratica, ma dico che sono d’accordo con il Sindaco: la sentenza del Tar va spedita alla Corte dei Conti. Contrariamente a quanto afferma il Sindaco, peraltro, la Corte dovrebbe sì aprire un procedimento, ma non certo contro i Consiglieri Comunali.

Se il Sindaco, prima di parlare, avesse avuto l’accortezza di leggere la sentenza, infatti, si sarebbe accorto che il Tar ha annullato la pratica per un grave vizio procedurale, non certo addebitabile ai consiglieri comunali.

La Giunta, con il supporto tecnico e giuridico del Segretario Comunale, infatti, ha preso una colossale cantonata, sbagliando la procedura, e, applicando una norma inapplicabile, ha sottoposto al Consiglio Comunale una pratica che non era ancora di sua competenza.

Il Tar, quindi, ha annullato, stante “l’illegittimità degli atti che si discostano dall’ordine procedimentale precisamente disegnato dal legislatore.”

Inoltre, il Tar ha ritenuto illegittima la pratica perché la difesa del Comune non ha allegato i contenuti del dibattito consiliare, rendendo ovviamente immotivato il rigetto del Consiglio.

Insomma, un altro colossale errore di questa disastrosa amministrazione, che pagheranno i contribuenti, quanto alle spese legali, e l’imprenditore, che ha perso anni dietro una pratica istruita in modo errato. A questo punto, mandare tutto alla Corte dei Conti mi pare un’ottima idea”.

 
 
 
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