Cronaca, Home — 31 maggio 2018 alle 07:29

IMPERIA: “NON BLOCCO’ LA COSTRUZIONE DI UNA VILLETTA ABUSIVA”. COMUNE CONDANNATO A PAGARE 50 MILA EURO DI RISARCIMENTO DANNI/LA STORIA

Il Tar Liguria ha condannato il Comune di Imperia al pagamento di un risarcimento danni pari a 50 mila euro
per non aver bloccato, nonostante una sentenza del Tar, i lavori di realizzazione, ritenuti illegittimi, di una villetta

di Redazione

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Il Tar Liguria ha condannato il Comune di Imperia al pagamento di un risarcimento danni pari a 50 mila euro, in favore di Carlo Bavassano, imperiese, per non aver bloccato, nonostante una sentenza del Tar, frutto di un ricorso dello stesso Bavassano, i lavori di realizzazione, ritenuti illegittimi per un eccessivo aumento di volumetria, di una villetta in un terreno adiacente all’abitazione del ricorrente.

Al contempo, il Tar ha ritenuto corretti i successivi atti amministrativi dell’ente, in particolare il diniego alla richiesta di demolizione a fronte di una fiscalizzazione dell’abuso edilizio per un ammontare pari a 198 mila euro.

Il mancato stop ai lavori

Al centro della controversia la costruzione di una villetta in via Diano Calderina a Imperia ad opera di una coppia di coniugi. Nel 2004 il Comune rilasciò il titolo edilizio convenzionato per la costruzione dell’abitazione. Sempre nel 2004, però, Carlo Bavassano, vicino di casa della coppia, presentò ricorso al Tar, accolto, decisione poi confermata anche dal Consiglio di Stato, per alcune irregolarità di natura edilizia nella realizzazione del fabbricato, in particolare per quanto concerne la volumetria.

“Ne derivò – scrive il Taruna situazione di illiceità della costruzione nel frattempo completata dai beneficiari della convenzione, anche in considerazione della denunciata inerzia palesata dal Comune che non portò ad esecuzione la pronuncia giurisdizionale di primo gradoaggiungendo che la coppia di coniugi riuscì “a completare l’edificazione nonostante l’esito favorevole che si delineava per l’iniziativa giudiziaria intrapresa dal signor Bavassano”.

Bavasanno, spiega il Tar “ha reiteratamente chiesto l’esecuzione delle sentenza in forma specifica con la demolizione della volumetria realizzata in eccesso“. Il Comune di Imperia, dal canto suo decise di applicare alla coppia di coniugi una sanzione pari a 198 mila euro, respingendo la richiesta di demolizione, in quanto “la demolizione delle parti illegittime del fabbricato apporterebbe un grave pregiudizio a quanto è stato invece realizzato secondo il piano”.

Le conclusioni del Tar e le responsabilità del Comune di Imperia

Il Tar scrive che “va sottolineato il tratto di iattanza che ha connotato la condotta comunale, che dopo una chiara pronuncia di primo grado ha perseverato nella condotta illegittima consistita nell’omessa adozione dell’atto sospensivo dei lavori, un adempimento che sarebbe stato doveroso attesa l’immediata esecutorietà della decisione di primo grado”.

“Tale condotta – aggiungono i giudici - risulta connotata quantomeno da grave colpa, attesa anche la costante sollecitazione che il ricorrente aveva proposto perché l’amministrazione civica si facesse garante della legittimità, quando la costruzione era ancora in corso; il nesso tra il comportamento della pubblica amministrazione e il danno è chiarito dall’esistenza di una casa di oltre trecento metri cubi eretta nei pressi dell’abitazione dell’interessato, e precisamente su un sedime che avrebbe potuto al massimo accogliere ottanta metri cubi”.

Il Tar conclude sentenziando che sussistono i presupposti per la pronuncia risarcitoria, attesa l’assenza delle contestazioni comunali in merito al pregiudizio che deriva al fabbricato dell’interessato dalla presenza di quello abusivo eretto a poco più di dieci metri di distanza, e così per il ricordato sviluppo di oltre trecento metri cubi [...] in tale contesto può osservarsi che si tratta di una zona di medio pregio nell’ambito del comune, come si ricava dalla lettura delle nda del PRG allegate, sì che la giustapposizione di un ulteriore fabbricato a pochi meri di distanza apporta un pregiudizio di non lieve momento alla vivibilità della casa del ricorrente”.

Comune pronto a dare battaglia – “Lavori sospesi dopo sentenza del Tar”

Secondo quanto filtra dagli uffici, il Comune sarebbe pronto a dare battaglia. All’epoca, infatti, l’ufficio urbanistica del Comune di Imperia, a differenza di quanto sostenuto dal Tar, avrebbe in realtà bloccato i lavori subito dopo la sentenza del tribunale. Lavori che sarebbero ripresi solo a seguito di una sospensiva concessa dal Consiglio di Stato, il cui giudizio nel merito sarebbe poi arrivato solo a lavori ultimati. A supporto della tesi ci sarebbe anche della documentazione che il Comune sarebbe pronto a depositare per un eventuale ricorso al Consiglio di Stato.

 

 
 
 
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