Elezioni comunali 2018, Home — 7 giugno 2018 alle 20:11

MAURIZIO MARTINA (PD) A IMPERIA PER GUIDO ABBO. “QUANDO SALVINI HA DETTO ‘È FINITA LA PACCHIA’, DA ITALIANO MI SONO VERGOGNATO”/FOTO E VIDEO

Presente anche la senatrice Roberta Pinotti, ex ministro della Difesa.

di Redazione

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Hanno fatto visita a Imperia oggi pomeriggio il segretario reggente del Partito Democratico ed ex ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Maurizio Martina e la senatrice ed ex ministro della Difesa Roberta Pinotti.

Oltre ad aver manifestato il loro sostegno al candidato sindaco per le prossime amministrative di Imperia Guido Abbo, Martina e Pinotti hanno affrontato anche questioni di politica nazionale, in particolare in riferimento al neonato governo Lega – M5S.

Maurizio Martina

“Abbiamo assistito anche oggi all’ennesima carrellata di annunci e propaganda facile. Ora piedi per terra. Cari ministri, caro governo, è finita la stagione della propaganda ora siete alla responsabilità più importante. A ogni parola va collegata un’azione e un impegno vero.

Si dice di voler bloccare l’aumento dell’Iva ci facciano vedere come noi siamo disponibili a dare una mano, si dice salario minimo legale? Bene, è una nostra proposta da sempre.

Non è accettabile è che le persone che hanno la responsabilità di governare il paese continuino questa campagna elettorale permanente e che la responsabilità che hai è completamente diversa da quella che dici.

Ho trovato completamente sbagliata la polemica ieri in aula contro l’Anac. È patrimonio del paese, chi ci ha lavorato ha reso un servizio per tutto il paese e per tutta la pubblica amministrazione. Il confronto tra le forze e tra il governo e il partito democratico è su come migliorare gli interventi anti corruzione, su come alzare il grado di consapevolezza e legalità nel paese. Confrontiamoci su questo, non smantellino gli strumenti che si sono attivati in questi anni e che hanno prodotto risultati significativi.

Centrosinistra deve tornare a essere unito. Sono convinto che è un lavoro che il Pd deve fare. Ci sono 2 condizioni fondamentali per ripartire: essere uniti e aprirci di più. Il tema è avere un progetto ed essere coerenti con la visione da qui ai prossimi anni. Credo che il Pd possa fare un grande lavoro di unità e deve fare un lavoro di apertura. Chiedere a tanti cittadini che fino a qui non ci hanno ascoltato e di tornare a guardare a noi e aprire a energie nuove. Ho incontrato tanti ragazzi che hanno voglia di dare una mano. È da loro che dobbiamo ripartire.

Immigrazione? Adesso Salvini non è solo il leader di un partito, ma innanzitutto il ministro di una Repubblica che deve garantire la sicurezza a tutta la nazione. Adesso basta proclami, deve iniziare a lavorare, con meno dirette Facebook e più fatti. Siamo pronti a misurarci con le scelte e fare concretamente”.

Grazie del lavoro fatto in questi anni da ministro. Hai fatto bene a ricordare il lavoro fatto in questi anni sul tema della sicurezza e della difesa. Contano i fatti e l’impegno concreto. Non solo gli slogan e la propaganda. È un tempo delicato, conta la capacità di una squadra di tradursi in scelte operative magari spesso difficili ma che hanno contribuito a sperimentare concretamente alcuni passi fondamentali per gestire questioni epocali come quelle migratorie. Il neo ministro Salvini ha detto “è finita la pacchia” io mi sono vergognato, da italiano. Puoi pensarla diversamente da noi, ma non puoi prendere in giro dai cittadini pensando che un tema così difficile possa essere affrontato con una battuta. Insufficienza di quella classe dirigente che ha avuto un consenso importante, ma c’è uno scarto enorme tra il consenso che hanno ricevuto e la loro capacità di stare all’altezza dei problemi. Non lo diciamo per arroganza, anche noi abbiamo commesso errori ma non ci siamo mai permessi di tradurre problemi in battute. Vale per un sindaco come per un ministro. La prima regola del gioco è essere responsabili di fronte alla cittadinanza e non tradurre questioni complesse in battute facili, altrimenti svilisci e fai dei danni. Altrimenti monti un’aspettativa che sbatte contro la realtà, poi ci domandiamo perché cresce un sentimento anti politico. Per avere un titolo di giornale e vincere la campagna elettorale”.

Roberta Pinotti

“Ne veniamo da 2 giorni in cui abbiamo vissuto la fiducia al governo Conte. Non posso non ricordare alcune cose. In un ottica di voto locale, visto che ci sono le foto di Salvini, mi permetto due battute sulle questioni nazionale. Ieri è successo una cosa di gravità inaudita. Al Senato, il presidente Conte ha ottenuto un’ovazione da parte dei sostenitori “Noi lotteremo contro tutte le mafie”, chi può essere contro? Per chi prende l’applauso più forte e poi si presenta alla Camera e non ricorda il nome di uno delle vittime principali la storia della mafia, Piersanti Mattarella, è un abc isituzionale. Inaccettabile che non lo possa conoscere. Quali saranno le giravolte rispetto alle promesse fatte o alle cose già fatte che vengono rivendicate?

Leggo che Di Maio che verrà abolito lo spesometro. Io ricordavo che qualcosa avevamo fatto. Ho chiamato l’ex ministro Padoan. Certo lo abbiamo già abolito. Per attuare un rapporto armonico di rispetto tra lo stato e il contribuente. Invece oggi viene annunciato come cosa non ancora fatto.

La Flat Tax, non si può fare per tutti ma solo per le imprese, già fatta, da noi. Partirà dal 2019. Più avanti per le persone. Osserviamo con attenzione.

Il reddito di cittadinanza. Io scommetto qua con voi, ci rivediamo dopo la prossima legge di stabilità, mi pagate la cena, che il reddito di cittadinanza del reddito di inclusione, che avevamo già prestito. La prima misura anti povertà.

Immigrazione. Vogliono rimpatriare 600 mila immigrati. Con il ministro Minniti abbiamo messo su un modello che ha funzionato bene, non facendo proclami, ma con rapporti con gli stati, perché i rimpatri possono essere fatti solo se li accettano. È stato detto che “La Tunisia ci ha mandato dei galeotti”, non è un buon inizio per avere buoni rapporti”.

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