Attualità, Home — 18 agosto 2018 alle 19:17

GENOVA. A10, CROLLO PONTE MORANDI. PARLANO I VERTICI DI AUTOSTRADE: “RICOSTRUZIONE IN 8 MESI. STANZIEREMO FONDI PER FAMILIARI VITTIME E SFOLLATI”

“E’ stata percepita una distanza di Autostrade, non siamo stati capaci di far sentire
la nostra vicinanza alla città e questo è qualcosa di cui mi scuso profondamente”

di Redazione

autostrade 2

“Abbiamo un progetto che ci permette in otto mesi, tra demolizione e ricostruzione di avere un nuovo ponte in acciaio”. Lo ha annunciato questo pomeriggio l’Ad di Autostrada per l’Italia Giovanni Castellucci nell’ambito della conferenza stampa per fare il punto della situazione a pochi giorni dal tragico crollo del ponte Morandi, a Genova che ha provocato la morte di 42 persone.

L’ad di Autostrade Castellucci – “Questo è uno strazio che porto nel cuore”

“Questo è uno strazio che porto nel cuore – ha esordito Giovanni Castellucci in conferenza stampa – Mi rendo conto che è stata percepita una distanza di Autostrade, non siamo stati capaci di far sentire la nostra vicinanza alla città e questo è qualcosa di cui mi scuso profondamente. Abbiamo cercato di lavorare con umiltà, mettendoci a disposizione. Penso che ci si aspetti da noi un aiuto concreto e io credo che possiamo, dobbiamo dare molto alla città di Genova. Questa è una responsabilità che sentiamo profondamente”.

“Abbiamo studiato insieme una serie di soluzioni. Il primo intervento, il primo pensiero va alle famiglie delle vittime. Abbiamo stanziato e messo a disposizione un fondo per le esigenze immediate, indipendente da rimborsi derivanti da aspetti di tipo legale. Facendo la somma sarà mezzo miliardo.

Penso che da noi ci si aspettino atti concreti per permettere a Genova di rialzarsi. La prima preoccupazione è stata certamente quella di capire come ricostruire il ponto sul Polcevera. Devo ringraziare le imprese italiane che hanno interrotto le vacanze e sono venute a lavorare con noi per elaborare un progetto solido, fattibile, che dia una soluzione rapida alle esigenze di questa città.

Abbiamo elaborato un progetto di poter lavorare in parallelo su tanti fronti. Ci permetterà complessivamente in otto mesi di demolire e ricostruire il ponte, che sarà in acciaio e non avrà un maggiore impatto sul tessuto della Valpolvecera.

Per poter costruire il ponte in totale sicurezza, sarà necessario procedere a demolizioni. D’altra il ponte fu costruito sopra le abitazioni, cosa che è abbastanza particolare. Abbiamo pensato di stanziare un fondo per garantire degli indennizzi a tutti coloro che saranno costretti a lasciare le loro case. In modo tale da poter demolire e ricostruire questo ponte di acciaio in totale sicurezza.

Ci sono pò di interventi per ripristinare la viabilità, d’intesa con il Comune di Genova. Interventi di ricostruzione della viabilità sul lato destro del Polcevera, ricostruzione della rotonda di innesto al porto, una viabilità alternativa tra il porto di Voltri e il porto di Genova Ovest, attraverso lo stabilimento Ilva. Questo per dare un’alternativa ai mezzi pesanti. Aiuteremo il Comune ad accelerare i lavori sul cosidetto lotto 10 di collegamento tra il Lungomare Canepa e lo svincolo Aeroporto.

Nel frattempo, fino a che non sarà ripristinata una condizione di viabilità adeguata abbiamo studiato l’ipotesi di liberalizzare il pedaggio da Bolzaneto sino a Genova Ovest e da Genova Prà sino a Genova Aeroporto, per residenti e non, a partire da lunedì.

Lo stato di salute del ponte? Tutte le relazioni di cui sono a conoscenza era relazioni che davano uno stato di salute buono. Questo sarà oggetto di verifiche, analisi della Magistratura, perizie. Questa sarà la priorità, perché tutti vogliamo sapere la verità.

E’ nostro interesse che la giustizia faccia il suo corso nel tempo più breve possibile. Confidiamo nell’operato della Magistratura.

I ponti della nostra rete sono sicuri, ho chiesto comunque a tutti un’analisi critica di tutte le analisi che abbiamo.

Io ho visto due filmati, che sono gli unici. In uno si vedono dei lampi. Poi c’è quello all’uscita della galleria, dove ad un certo punto si vede un quantità di pioggia elevata, dopodiché il ponte va in dissolvenza e dopo poco c’è un black out perché il cavo in fibra ottica che alimentava la telecamera era stato interrotto dal crollo del ponte. Non ci filmati al momento del crollo. Le uniche due telecamere che riprendevano il crollo avevano filmato quello che è stato reso disponibile alla Magistratura”.

“Nessun lavoro con procedura d’urgenza su piloni e stralli. Normali interventi per allungare la vita utile del ponte come atto di attenzione e cautela”.