Colussi a Imperia, critico Lucio Sardi (SI):”Obiettivo del Sindaco e del suo amico imprenditore una speculazione immobiliare alla faccia degli ex lavoratori Agnesi”

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Lucio Sardi, segretario provinciale di Sinistra Italiana ed ex membro del cda di GoImperia, in merito alla visita a sorpresa di Angelo Colussi  a Imperia

“Il ritorno a Imperia di Angelo Colussi o meglio del “cavaliere del lavoro” Angelo Colussi, come ha tenuto a precisare il suo amico Claudio Scajola, ha reso evidente anche ai più distratti quale sia l’obiettivo dell’imprenditore e dell’amministrazione comunale – Così in una nota stampa, Lucio Sardi, segretario provinciale di Sinistra Italiana ed ex membro del cda di GoImperia, in merito alla visita a sorpresa di Angelo Colussi  a Imperia. L’imprenditore, finito nel vortice delle polemiche per aver chiuso  lo storico stabilimento Agnesi, ha incontrato il sindaco Claudio Scjaola.

Angelo Colussi a Imperia per incontrare il sindaco Scajola: l’intervento di Lucio Sardi

“L’amichevole passeggiata con il sindaco nell’area del bacino portuale, appositamente a lui aperta, rappresentava bene l’idea di Scajola di trasformare tutta l’area in spazi ad uso “turistico” utili a “valorizzare” l’operazione speculativa immobiliare che ha in serbo Colussi.

Non a caso il “cavaliere nero” del lavoro Colussi era accompagnato dall’amministratore delegato della società immobiliare in cui è stato conferito lo stabilimento Agnesi. A disturbare la parata dell’ “allegra compagnia del mattone” non c’era più la fastidiosa presenza di grano, mulini, macchinari o operai che l’encomiabile opera dell’amico di lunga data del sindaco ha provveduto a cancellare.

Un piccolo inconveniente ha però turbato la serenità di Colussi nel rilassato sopralluogo sui suoi possedimenti, ovvero la presenza di un insensibile cronista che ha osato porre al “cavaliere del lavoro perduto” alcuni appunti, ricordandogli dei lavoratori Agnesi rimasti senza lavoro e degli impegni sottoscritti con i sindacati ma rimasti lettera morta. Fortunatamente in soccorso al “cavaliere degli impegni disattesi” è giunto il sindaco Scajola il quale, con fare da guardaspalle maldestro, ha richiamato all’ordine e interrotto l’insolente cronista che osava fare domande scomode.

Come ci ricordano le cronache di qualche anno fa, a Scajola piace accompagnare per la città “cavalieri del lavoro” o finanzieri rampanti amici suoi (ricordate Caltagirone e Fiorani) ma, visti gli effetti sulla città, si sperava avesse perso il vizio.

Si poteva anche sperare che, visto l’esito fallimentare del modello di sviluppo economico della città basato sull’edilizia e sul turismo che Scajola ha per trent’anni imposto, si cogliesse anche da parte sua l’importanza di difendere una delle più rilevanti e gloriose realtà produttive del nostro territorio.

Speranza vana, cancellata dalle dichiarazioni lapidarie del sindaco, che ha sentenziato la fine di ogni ipotesi di rilancio produttivo dell’Agnesi e offerto tutte le garanzie del caso per le operazioni immobiliari su ex Ferriere ed Agnesi all’amico Colussi. Alla faccia dei lavoratori lasciati in mezzo ad una strada e presi in giro dal “cavaliere del lavoro vilipeso”.

Insomma se di visita si è trattato, si è trattato di una visita di scortesia”.

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