Diano Marina: monta la protesta per il centro polivalente sul Molo della Tartarughe. “Un ecomostro! Fermiamo questo scempio”/Il caso

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A pochi giorni dalla conferenza stampa di presentazione del progetto di realizzazione di un palacongressi, sul molo delle Tartarughe, serpeggia il malumore a Diano Marina.

A pochi giorni dalla conferenza stampa di presentazione del progetto di realizzazione di un centropolivalente, a Diano Marina, sul molo delle Tartarughe, serpeggia il malumore a Diano Marina. Obiettivo dell’amministrazione Chiappori trasformare Diano in un punto di riferimento, nel ponente ligure, per il cosiddetto turismo congressuale. In particolar modo sui social i dianesi hanno espresso tutte le loro perplessità.

Diano Marina, Centro Polivamente sul Molo delle Tartarughe: monta la protesta

Nella città degli aranci non sono mancate, negli ultimi giorni, le proteste per il progetto, presentato da Comune e Rbegione Liguria, di realizzazione del Palacongressi. Le contestazioni riguardano, in particolare, la location, il Molo della Tartarughe, ritenuta inadeguata. In primis per una questione di natura ambientale, in quanto la struttura viene considerata di eccessivo impatto, in secondo luogo perché il Molo ha ospitato negli anni eventi e manifestazioni di livello, soprattutto durante la stagione estiva.

“Fermiamo l’ecomostro! Non permettiamo che i nostri soldi siano utilizzati per perpetrare uno scempio simile! Dianesi e turisti cerchiamo almeno una volta di essere uniti! uno dei tanti post comparsi sul gruppo Sei di Diano Se.

Le proteste riguardano anche il progetto in sè, considerato poco vantaggioso per Diano Marina. In particolare il riferimento è al Palavela, poi demolito.

“Amici – si legge ancora tra i centinaia di commenti – vi ricordo che il Palavela in estate era inaccessibile perché diveniva un vero e proprio forno. Nel corso dell’intero anno si era trasformato in un gabinetto pubblico, cosicché l’aria era divenuta irrespirabile anche in inverno. L’impatto ambientale era fortissimo ed inaccettabile. Io voglio sperare che veramente l’esperimento non venga reiterato sul nostro molo più bello”.

In tanti hanno sottolineato come i fondi, circa 2 milioni di euro, potessero essere investiti in altri settori. Tra le richieste più diffuse, il rifacimento di strade e marciapiede, la riqualificazione delle tubature dell’acquedotto, il potenziamento dei collegamenti tra la stazione e il centro città.

Anche l’opposizione, per quel che concerne il mondo politico, ha espresso le proprie titubanze. L’impressione è che, in breve tempo, la protesta possa sfociare in iniziative più concrete, come raccolte firme e comitati. Come reagirà l’amministrazione comunale dianese?

 

 

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