Imperia: Ospedale Unico, l’affondo di Rifondazione Comunista e Potere al Popolo. “Soliti interessi di speculatori”

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Così Potere al Popolo e Rifondazione Comunista in merito all’ipotesi Ospedale Unico in provincia di Imperia

“Imperia vanta l’ennesimo primato. Il Sole 24 ore colloca la città ligure all’84° posto in Italia quanto ad efficienza dei servizi sanitari e l’Amministrazione ne fa il pretesto per convocare la Commissione Speciale Sanità al fine di “ragionare” in merito all’inefficienza dei servizi sanitari – Così Potere al Popolo e Rifondazione Comunista in merito all’ipotesi Ospedale Unico in provincia di Imperia.

Ospedale unico Imperia: l’intervento di Potere al Popolo e Rifondazione Comunista

“Vertice decisamente autoreferenziale, dove “il ragionamento” si è svolto in totale assenza di voci dissidenti, alla presenza esclusiva dei vertici sanitari in un clima totalmente privo di dialettica teso all’uso strumentale dell’ottima indagine svolta dal noto quotidiano e senza alcun riferimento critico alle politiche di taglio della spesa pubblica che riducono sempre più servizi e personale della Sanità Pubblica.

La Commissione Speciale, leggiamo, “avrebbe ragionato ad ampio respiro sulla sanità provinciale e sui problemi specifici del territorio imperiese”. Noi invece sosteniamo che la Commissione Speciale abbia colto l’occasione per perorare con maggior forza la causa dell’Ospedale Unico proponendolo alla cittadinanza quale imperdibile possibilità di superamento dell’inefficienza della Sanità imperiese.

Siamo tristemente avvezzi al paternalismo di questa Amministrazione che non perde occasione per esibire la sua superiorità rispetto al comune sentire dei cittadini e soprattutto rispetto alle differenti, eppur legittime posizioni dei numerosissimi circa l’inutilità di un’opera dispendiosa; le voci contrarie che in questi giorni si stanno traducendo in una poderosa raccolta di firme che con grande soddisfazione stanno svolgendo sul territorio in modo congiunto il Partito della Rifondazione Comunista e Potere al Popolo e in modo indipendente Cittadinanza Attiva.

Ci preme infatti sottolineare che, artatamente, la Commissione Speciale non nominano l’impegno che le suddette compagini e, significativamente Cittadinanza Attiva, stanno riponendo per scongiurare la distruzione dei presidi ospedalieri di Imperia e Sanremo. È evidente che l’Amministrazione non intende farsi carico né considerare l’intendimento di alcune migliaia di cittadini.

Abbiamo motivo di ritenere che a monte dell’Ospedale unico ci siano i soliti interessi di speculatori ed immobiliaristi.

Dal lontano 2007 le Amministrazioni declamano la costruzione dell’Ospedale Unico e noi puntualmente ribadiamo che non produrrà gli auspicati ed efficienti servizi sanitari. Dobbiamo pertanto ripetere quanto abbiamo già sostenuto negli anni precedenti tenendo conto di alcune novità sopraggiunte in epoca di privatizzazioni.

Il riferimento è all’Ospedale di Bordighera inizialmente smantellato, successivamente potenziato ed affidato alla gestione privata.

La costruzione del nuovo Ospedale a Taggia in sito, pare non ancora individuato, avrà un costo orientativo di 250 milioni di euro, cospicuo investimento di denaro pubblico che non servirà a risolvere i principali problemi della Sanità in Provincia, quelli che hanno determinato la nostra posizione nella classifica stilata dal Sole 24 ore.

Di seguito elenchiamo le annose questioni la cui risoluzione non è certo vincolata ad una nuova ondata di cemento:

  • • le lunghe liste di attesa per esami strumentali
  • • le lunghe liste di attesa per visite specialistiche
  • • le lunghe liste di attesa per interventi chirurgici in Day Surgery
  • • efficienza del Pronto Soccorso
  • • carenza dei posti in riabilitazione in RSA in seguito a dimissioni
  • • carenza di posti convenzionati nelle Case di Riposo e nelle Residenze Protette
  • • carenza di assistenza sanitaria domiciliare
  • • turismo ospedaliero e fughe di pazienti fuori regione con una spesa di alcune decine di milioni di euro l’anno.

Per far fronte a siffatte questioni non serve la costruzione di un nuovo presidio, serve piuttosto una visione politica lungimirante che non abbia come unica prospettiva quella di far cassa a danno dei soliti noti e percorrendo la via delle esternalizzazioni.

Ci piacerebbe conoscere le ragioni per le quali si esclude la possibilità, decisamente percorribile, di implementare i nosocomi di Imperia e Sanremo piuttosto che dirottare una enorme somma di denaro pubblico in quella che a detta di molti cittadini sarebbe una costruzione inutile e dannosa.

Superfluo dire che la domanda sorge spontanea. I cittadini del Ponente Ligure, infatti, numerosi rispondono alla raccolta firme da qualche giorno eroicamente intrapresa dal presidio imperiese di Cittadinanza attiva e da Rifondazione Comunista e Potere al Popolo.

Sanno che la nuova costruzione comporterà la chiusura degli Ospedali di Imperia e Sanremo. Sanno che saranno poi obbligati per se stessi o per i loro cari a lunghi tempi di percorrenza a causa della viabilità scadente sull’intero territorio provinciale. Non è un caso che proprio i cittadini che vivono nel nostro entroterra hanno espresso forte contrarietà al progetto auspicato dal Sindaco di Imperia.

Va inoltre sottolineato che in un territorio come il nostro orientato allo sviluppo turistico la presenza di un Ospedale con un Pronto Soccorso rappresenta un elemento di notevole promozione.

La costruzione dell’Ospedale Unico, inoltre, non potrà risolvere i problemi che discendono dalla carenza di personale sanitario ed infermieristico che sta determinando la chiusura o il ridimensionamento di alcuni reparti o il loro accorpamento.

Abbiamo motivo di ritenere che gli unici vantaggi che possono discendere dalla costruzione del nuovo nosocomio sia la svendita dei due presidi, ghiotta occasione per gli immobiliaristi per una speculazione edilizia su un territorio, il nostro, già pesantemente cementificato.

Non è difficile capire perché l’esimia Commissione Speciale finga di ignorare che alcune migliaia di cittadini, i soliti noti, hanno firmato per dire di no all’Ospedale Unico”.

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