Imperia: al cimitero di Oneglia l’ultimo saluto a Giuseppe Mauro Torelli. “Ci hai lasciato un grande esempio di coerenza, dignità e onestà”

Cultura e manifestazioni

Iscritto al PCI dal 1962 fu segretario provinciale del partito dal 1972 al 1983 e sindaco di Imperia nel 1975. Eletto parlamentare nel 1983, ha partecipato nell’ambito del gruppo PCI alla IX e X Legislatura

Oltre un centinaio di persone si sono riunite questo pomeriggio al cimitero di Oneglia per dare l’ultimo saluto all’On. Giuseppe Mauro Torelli, ex sindaco di Imperia scomparso lunedì scorso all’età di 79 anni.

Iscritto al PCI dal 1962 fu segretario provinciale del partito dal 1972 al 1983 e sindaco di Imperia nel 1975. Eletto parlamentare nel 1983, ha partecipato nell’ambito del gruppo PCI alla IX e X Legislatura.

Giuseppe Mauro Torelli lascia la moglie Angela e il figlio Sandro.

Presenti tra gli altri anche il sindaco Claudio Scajola e l’On. Giuseppe Rainisio che ha ricordato la figura di Torelli con un discorso.

Giuseppe Rainisio e l’ultimo ricordo dell’On. Giuseppe Mauro Torelli

“Ciao, Ciao Mauro, nel congedarmi da te si affollano nella mia mente tanti pensieri, tanti sentimenti, tanti ricordi, tante riflessioni e tanta tristezza.

Non è l’assenza che provoca il dolore, se non ci fosse stato il comune sentire, l’affetto, la stima, l’amicizia. In fondo questo vuoto, questo dolore che in tutti noi lasci e che proviamo credo sia opportuno, giusto e bello perché da senso alla nostra vita.

Tu sei stato uno di quelli che è riuscito a dare senso alla propria vita e non è facile.  Non solo hai dato senso alla tua, hai motivato quella di tanti nostri concittadini.

Mi hai insegnato una cosa fondamentale: che si può essere rigorosi, incorruttibili, quasi moralisti direi e al tempo stesso condurre una politica di sinistra con tutte le armi consentite dalla Legge. La strategia, la tattica, la capacità di manovra, la furbizia, l’abilità ad ottenere consenso, a mediare tra gli interessi. Sapevi, con lucidità, sempre puntare a cosa volevi ottenere.

Non ti sei mai accontentato alla sola testimonianza, puntavi sempre a raggiungere l’obiettivo. Ci hai insegnato che vale la pena restare fedeli alle proprie idee, anche nelle diverse scelte che poi nel tempo ognuno di noi ha fatto, che la politica non è una partita a scacchi, non è un gioco.

La politica è il senso vero della vita civile, il suo momento più alto direi. La politica nella tua visione non si misurava con la forza delle carriere, si misurava con i principi e con il senso della storia. Il fare politica non è mai stato per te adeguare il programma agli istinti più bassi e alle promesse più roboanti per vincere le elezioni.

Fare Politica per te era avanzare come per tutti noi un progetto di società, una idea, chiamare la gente a lottare per realizzarla.

[…]Da quando ci siamo incontrati è cominciato un sodalizio, un rapporto di lavoro durato 25 anni. Quanto lavoro abbiamo fatto tutti assieme.

Quanto lavoro hai fatto tu con la tua intelligenza e con la tua capacità politica e organizzativa.

Tutta la vita la hai dedicata con grande impegno a difendere la causa dei più deboli, dei lavoratori, delle donne e dei più poveri. Davanti ai luoghi di lavoro, alle scuole, nelle piazze, per le strade, nei parchi, nei paesi, nelle sezioni del PCI.

Nelle istituzioni dove hai dato forse il meglio di te, nel Comune di Imperia per 20 anni e poi sindaco, nella Provincia e nel Parlamento.

Sei stato poi sindaco di Imperia per 6-7 mesi e ci hai dato una grande dimostrazione. Eri sindaco dei motorini, significava staccarsi da quel modo di fare politica, le macchine blu e tante altre cose. Significava avvicinarsi alla gente, stare con la gente.

Quella amministrazione, pur durando 6 mesi, è stata una amministrazione che ha partecipato molto, che ha costruito nella città di Imperia la partecipazione, i comitati di quartiere. Quella era la caratteristica di quella amministrazione.

Non ti limitavi a discutere i problemi amministrativi, sei sempre intervenuto con grande convinzione su temi politici e ideali , sui temi generali che riguardavano la nazione intera. I diritti dei lavoratori, la dignità nel lavoro, i problemi dell’uguaglianza tra i sessi, i problemi della libertà, dell’antifascismo.

Sui grandi temi amministrativi eri sempre impegnato nella nostra provincia, sui temi dell’informazione, della sanità[…]Si era abituati alla sanità privata e capire che la sanità è diventata pubblica e gratuita è stato un grande problema culturale da superare. Sui temi del lavoro, delle infrastrutture, dell’acqua e i problemi dell’ambiente.

Credo che in Liguria e nella nostra provincia tu sia stato il precursore della lotta contro la corruzione e della lotta contro la malavita organizzata.

Ricordo tutti i convegni che assieme abbiamo organizzato sulle infiltrazioni mafiose nella politica e nelle economie, sulla corruzione della politca, sui temi della sicurezza, della trasparenza.

Ci hai lasciato un grande esempio di coerenza, dignità e di onestà.

Abbiamo lavorato insieme molto, abbiamo dato tutto quello che potevamo dare. Desidero a nome mio e di tutti i presenti esprimere vicinanza alla tua famiglia, alla moglie Angela, al figlio Sandro, ai fratelli e a tutti i parenti.

Ti salutiamo caro compagno Mauro con una frase che ho letto. La morte di persone come te è come una biblioteca che brucia, noi da quell’incendio tenteremo di salvare più libri possibili.

Ciao Mauro, ciao compagno di tante battaglie, sarai sempre con noi, nei nostri pensieri e nel nostro cuore”.

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