Imperia: condannati per diffamazione via Facebook. Parlano Scajola e Petrucci. “Situazione Paradossale”

Giudiziaria Imperia

“Vicenda paradossale e kafkiana”. Lo affermano Lucia Scajola e Paolo Petrucci, a seguito del decreto di condanna a 9 mila euro di multa nell’ambito dell’inchiesta per diffamazione aggravata nei confronti di Antonello Ranise, Piera Poillucci(candidati nelle fila di Forza Imperia a sostegno della candidatura di Luca Lanteri) e Marco Scajola, attraverso l’utilizzo del profilo Facebook “Sergio Gazzano”, durante le elezioni comunali del 2018 a Imperia.

Paolo Petrucci

“Dopo mesi di sereno silenzio su questa vicenda che giudico paradossale e kafkiana ribadisco la mia più totale estraneità ai fatti.

Ho avuto il piacere, l’onore e la responsabilità di gestire insieme ad altri la campagna elettorale dell’attuale sindaco di Imperia. Un’esperienza di cui sono orgoglioso che ripeterei domani stesso con lo stesso entusiasmo e vigore. Vissuta al massimo delle mie disponibilità di tempo e di energie. Sempre col sorriso e in spirito propositivo anche a fronte di una, facilmente documentabile, campagna pubblicitaria denigratoria e spesso offensiva.

Questo il motivo per cui appare ancor più folle questa situazione che non scalfisce la serenità e lo spirito combattivo del sottoscritto”.

Lucia Scajola

“Fino a questo momento avevo ritenuto di non commentare questa vicenda. 

Una vendetta tardiva. Il violento epilogo, fuori tempo,  di una campagna elettorale che ha coinciso con uno dei momenti più intensi, gioiosi e gratificanti della mia vita. Risalente ormai a più di un anno fa. 

Chi c’era, in qualunque ruolo, da qualunque schieramento, è testimone di quello che è stato il mio impegno full time su quasi tutti i fronti di quella avventura. 

Un impegno preso per convinzione civica, certamente, ma anche per l’amore verso i miei genitori. Risorti umanamente attraverso questa virtuosa e vincente esperienza di condivisione: un grandioso lavoro di gruppo. 

Chi, in quei giorni,  ha letto o osservato comunicati, comizi, dibattiti, post su Facebook e persino scelte di comunicazione pubblicitaria esplicita, avrà notato il livello di aggressività e dileggio nei confronti della mia famiglia, da parte dello schieramento di cui facevano parte i soggetti  denuncianti, usciti comunque perdenti dalla competizione elettorale.

Ogni singola volta, mi è testimone tutta la squadra di candidati a sostegno di Scajola, ma non solo,  ho invitato a chiudere gli occhi e a non reagire.  Chiedendo di non riferire ai miei genitori le cattiverie  scritte nei loro confronti.

Ho retto tanto, sempre, e mi sono occupata di calmare gli altri.

È veramente tutto, quantomeno, paradossale”.